_________ALASSIO RESURRECTION_________

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martedì 22 maggio 2012

Concorso "4 minuti alla fine del mondo" ecco la giuria




Il concorso per trailer cinematografici “4 minuti alla fine del mondo” organizzato da Alassio Resurrection sta volgendo al termine, la scadenza, fissata per il 31 maggio, incombe. Sono arrivati parecchi video e alcuni sono veramente originali. Vista la portata del concorso e la visibilità raggiunta abbiamo deciso di comunicare la giuria. La partecipazione al concorso è gratuita e così i giurati che hanno deciso di collaborare con noi lo faranno a titolo gratuito. Possiamo annoverare alcuni personaggi di spicco della cultura e della cinematografia a livello nazionale e siamo orgogliosi perché per l’ennesima volta possiamo rilevare che l’autentica passione vale più di qualsiasi compenso. La premiazione si svolgerà nel mese di Novembre.
Ecco i giurati:
Il presidente di giuria sarà il Dott. Trovato (laureato in Lettere a Bologna, ha insegnato all’Università della Calabria Semiologia dello spettacolo e a Genova Storia del teatro e dello spettacolo e Storia del teatro rinascimentale. Nel 1997 è stato insignito del Premio Città di Genova per la cultura. Dal novembre 2005 al novembre 2007 è stato Direttore della Biblioteca del Polo Imperiese.  E' stato Presidente dei corsi di laurea in DAMS e in Scienze dello spettacolo dal 2008 al 2011. È professore Associato nell’Università di Genova e insegna Drammaturgia: melodramma, commedia e tragedia nel Rinascimento e nel Barocco. Ha curato sette edizioni critiche di inediti del teatro italiano fra ’500 e ’900, un lungo saggio sul teatro in Liguria del ’900, un volume sui manoscritti francesi di argomento teatrale esistenti presso una Biblioteca di Bologna e due monografie. Ha curato l’edizione di cinque pièces del Rinascimento in un volume imperniato sulla figura dell’ecclesiastico. Si è occupato di un regista italiano e di quindici commediografi italiani e dialettali, dal ’600 ad oggi, nonché di uno italo-americano. Nel settore della drammaturgia dell’attore, è autore di un volume e di due saggi. Principali linee di ricerca: il teatro italiano del ’500, Albergati Capacelli e Goldoni e la critica teatrale sui periodici liguri dell’800).
Il giovane regista Guido Colla (Guido Colla nasce ad Albenga il 1/10/1975. Cresce e studia in Liguria e completa la sua formazione a Bologna, Imperia e Roma. Fa numerose esperienze nel ruolo di assistente casting, assistente alla regia, aiuto regia. Di seguito alcuni progetti a cui ha lavorato come:
- Il paese delle spose infelici – regia Pippo Mezzapesa – AIUTO REGIA
- Il sale della vita – regia Gianni Di Gregorio – AIUTO REGIA
- Uno a zero per me – (cortometraggio) – REGIA
- La passione – regia Carolo Mazzacurati – SECONDO AIUTO REGIA
- Lo spazio bianco – regia Francesca Comencini – ASSISTENTE ALLA REGIA
- Ombre rosse – regia Citto Maselli – AIUTO REGIA E CASTING
- Sangue pazzo – regia Marco Tullio Giordana – I ASSISTENTE ALLA REGIA
- Appuntamento a ora insolita – regia Stefano Coletta – AIUTO REGIA E CASTING
- Notturno bus – regia Davide Marengo – ASSISTENTE ALLA REGIA
- Jimmy della collina – regia Enrico Pau – AIUTO REGIA E CASTING
- Gemelline – (cortometraggio) regia Filippo D’Antoni – AIUTO REGIA
- Liscio – regia Claudio Antonini – ASSISTENTE ALLA REGIA, ASSISTENTE AL CASTING
- Provincia meccanica – regia Stefano Mordini – ASSISTENTE ALLA REGIA, ASSISTENTE AL CASTING
- E’ come uccidere – (cortometraggio) regia Silvio Soldini – ASSISTENTE ALLA REGIA
- The white masai – ASSISTENTE AL CASTING
- L’amore ritrovato – regia Carlo Mazzacurati – ASSISTENTE ALLA REGIA, ASSISTENTE AL CASTING
- Lettere dal Sahara – regia Vittorio De Seta – ASSISTENTE AL CASTING
- Sbarco dei turchi (ricostruzione teatrale) con il patrocinio della Regione Liguria – REGIA

Nicolò Puppo membro di Alassio Resurrection, videomaker ed esperto fotografo.
Fabrizio Gallo membro di Alassio Resurrection, designer, videomaker ed esperto di cinema.
Infine Giorgio Schivo e Andrea Ghigliazza anche loro di A.R. si occuperanno dei comunicati e di tutta la parte tecnica del concorso.
Buona fortuna a tutti i partecipanti!
A.R. staff

giovedì 22 marzo 2012

CENAFORUM III edizione

Martedì 27 Marzo ore 20,00 Trattoria Borgo Coscia, piazza san Francesco 1

scusate ma abbiamo il grafico in vacanza


Prenotazione obbligatoria al 338xxxxxxx

giovedì 15 marzo 2012

Incontro con l'autore



LUNEDI 2 APRILE AD ALASSIO PRESSO IL LIQUID COCKTAIL BAR ALLE ORE 20:30 CI SARA' LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO "L'ARTE DEL PIANO B", IN PRESENZA DELL'AUTORE GIANFRANCO FRANCHI.

L'ARTE DEL PIANO B

Un giorno ti svegli e ti accorgi che il lavoro che fai non è la realizzazione dei tuoi sogni, ma l’origine delle tue nevrosi; che vivere in una grande città stimola solo la tua aggressività e non i tuoi rapporti sociali; che le persone che frequenti non sanno nulla di te e tu di loro… insomma, una mattina apri gli occhi e ti rendi conto che non sei dove dovresti essere e a questo punto hai solo due opzioni: iscriverti al Fight Club o leggere L’arte del piano B. Scritto da Gianfranco Franchi, poliedrico intellettuale che si muove tra i vari settori della controcultura capitolina con la stessa agilità di Tom Cruise in Mission Impossibile, L’arte del piano B potrebbe apparire come un piccolo manuale di sopravvivenza, ma in realtà è il primo e unico documento sulla più segreta delle società segrete: gli uomini del piano B. Come in un rituale d’iniziazione, l’autore ci svela ogni più recondita sfumatura di questa lobby, dai principi che li muovono alla loro quotidianità, nella speranza di vedere lo schiudersi di mille crisalidi, al termine del rito di passaggio, di veri uomini e donne del Piano B, finalmente pronti a prendere in mano le redini delle proprie vite trasformandole in esistenze davvero appaganti. Per tutti quelli che temono di doversi confrontare con l’ennesimo polpettone sull’arte del vivere, la prosa di Franchi sa essere squisitamente irriverente, equamente sarcastica e divertente e, soprattutto, mai pesante! L’arte del piano B viene definito un libro strategico, per me è illuminante, mai come in questo momento storico dove continuiamo a sentirci dire che i sogni sono un lusso da dimenticare in fretta!

P.G.

venerdì 17 febbraio 2012

Da IVG del 17 Febbraio 2012: "Piovono video per il concorso 4 minuti alla fine del mondo di Alassio Resurrection"


Alassio. Il concorso per trailer “4 minuti alla fine del mondo” organizzato da Alassio Resurrection sta conquistando il web. “Sono già arrivati i primi video nonostante la scadenza sia ancora lontana: 30 maggio 2012 – raccontano i promotori dell’iniziativa -. Abbiamo riscontrato molta disponibilità e collaborazione da parte di diversi siti internet del settore e blog dedicati al cinema e al cinema inedito”.
“Il concorso è una vera e propria novità ed è stata accolta con entusiasmo. Grazie alla grande visibilità ricevuta e alla mole di lavoro organizzativo svolto, vogliamo segnalare tre novità dell’ultima ora: possiamo annoverare nella nostra giuria di qualità un docente universitario e un regista professionista; abbiamo dovuto assumere una traduttrice in lingua inglese per rispondere alle molte mail che arrivano dall’estero e per tradurre il regolamento; un istituto di credito bancario ingauno si offerto di farci una donazione per acquistare i premi. Fantastico” aggiungono da Alassio Resurrection.
“Comunicheremo dopo il primo di marzo 2012 i nomi dei giurati, il nome della banca che ha deciso di sponsorizzarci e anche il nostro organo addetto alla traslazione dei testi. Ricordo che il concorso è aperto fino al 30 maggio 2012, è completamente gratuito, tutte le istruzioni sono disponibili sul blog o sulla pagina di facebook di Alassio Resurrection e per chi volesse contattarci per qualsiasi proposta o richiesta la nostra mail è concorsiar@gmail.com” concludono gli organizzatori.

mercoledì 18 gennaio 2012

Concorso "4 Pagine in Vacanza" quarto classificato



DITA IN BOCCA

Alassio. Dieci gennaio duemilanovantacinque. Ore undici e trenta. È una tiepida mattina di inizio inverno. Il cielo è perfettamente azzurro, pulito da un vento costante ma non fastidioso. Il mare è increspato e rifrange il sole creando uno sconfinato spettacolo di luce. I gabbiani sono fermi in aria con le ali distese.
In corrispondenza della Chiesa di Sant’Anna la via dei negozi si interrompe aprendosi verso l’orizzonte. In questo slargo ci sono cinque grandi panche circolari in legno di larice. Qui le persone rallentano, si fermano e si incontrano.
Lui è seduto sulla panca più vicina alla spiaggia e volge lo sguardo a ponente. All’incirca ha novant’anni. I suoi occhi verdi sono mezzi chiusi, infastiditi dall’esagerata luminosità. Le sue tempie senza capelli sono intagliate di rughe. È assorto. Forse è preoccupato per qualcosa.
Lei è seduta sulla panca accanto al chiosco e il suo sguardo è rivolto a levante. Anche lei ha circa novant’anni. I suoi occhi neri sono completamente aperti nonostatnte la luce intensa. Il vento le scompiglia i ricci sbattendoglieli sul viso. E’ tranquilla. Apparentemente serena.
Sono uno di fronte all’altra da circa venti minuti. Sono distanti poco più di tre metri ma ancora nessuno dei due ha notato l’altro.
Un forte rumore di metallo giunge improvviso dalla strada. D’istinto entrambi muovono la testa verso quel fracasso. I loro sguardi per un istante si incrociano e generano legami chimici, creano energia magnetica. Un vento elettrostatico ha sbattuto a terra un cavalletto pubblicitario in alluminio. È un vento galeotto, intermediario d’amore. I sentimenti hanno così ritrovato vie dimenticate ma già percorse, e corrono veloci.
Lei ora appoggia il mento sulla spalla sinistra e chiude gli occhi. Volutamente, con malizia. Sembra addormentata. In realtà è in attesa, come un predatore. Tende la sua trappola.
Lui è attratto, rapito. La guarda con le palpebre socchiuse, per non farsi scoprire. La trova perfetta, al cento per cento.
Lei sente sulla pelle quello sguardo, caldo e furtivo. Capisce d’aver catturato la preda. E’ soddisfatta, compiaciuta. Di scatto allora riapre gli occhi.
Lui è colto di sorpresa e abbassa il capo, arrossendo. Trascorrono alcuni secondi.
Quando lui alza nuovamente lo sguardo lei sorride. Lui si gira pensando che quel sorriso sia per qualcun altro. Dietro non c’è nessuno. Tituba. Con imbarazzo ricambia poi il sorriso.
Sono trascorsi circa venti minuti. Sono sempre seduti una di fronte all’altro, più o meno a tre metri di distanza. Ora però si guardano e si sorridono, con spontaneità, come se si conoscessero da cent’anni.
D’un tratto lei diviene inaspettatamente seria e fa un profondo respiro. Comincia a fissarlo intensamente, con occhi di sfida. Alza lentamente la mano destra e punta l’indice verso di lui. Poi esegue un movimento rotatorio con la mano, come se stesse raccogliendo col dito qualcosa nell’aria. Quindi si infila per intero l’indice in bocca e comincia a succhiarlo.
Lui è sbalordito, piuttosto infastidito. Non riesce a comprendere il significato di quel gesto sfrontato.
Passano alcuni minuti.
Lei continua a succhiare, e ricomincia a sorridere. Succhia e sorride, succhia e sorride.
Lui è ancora più confuso.
Lei allora spalanca gli occhi come per dire Eddai, svegliati!
Ma lui non capisce. Poi, un’intuizione. Il suo sguardo viene scosso da un lampo. È come se avesse improvvisamente riconosciuto in quel gesto insolente e sfacciato un’ancestrale ritualità. Anche lui ora sorride, convinto. Solleva lentamente la sua mano destra, finge di cogliere con l’indice qualcosa dall’aria e si infila il dito in bocca, succhiandolo. Succhia e sorride, succhia e sorride.
Succhiano e sorridono, succhiano e sorridono.
Il loro sorriso diventa una risata incontenibile, irrefrenabile. Ridono e ridono. Ridono a lungo, fino alle lacrime. Poi, piano piano, smettono. Il vento soffia. In silenzio si guardano negli occhi e il tempo intorno a loro si ferma. Nei loro sguardi si riflette il mare e risplende il sole.
In certi sguardi s’intravede l’infinito.

Alassio. Ventuno agosto duemilacinque. Ore nove e trenta. È una calda mattina di fine estate. Il cielo è tendenzialmente sereno, non c’è vento ma afa. Il mare è liscio e trasparente. I gabbiani volano precisi.
Giacomo è seduto sulla sdraio, sotto l’ombrellone. Ha quattro anni e mezzo. Ha i capelli corti e chiari. I suoi occhi sono verdi, quasi gialli.
Sta guardando fisso verso i gradini in cemento dell’ingresso alla spiaggia. È in attesa, fermo immobile da almeno mezz’ora. Impaziente.
D’improvviso si alza e corre verso la scala.
Irene è lì, dritta in piedi in cima ai tre gradini di cemento. Lei ha quasi cinque anni. Ha occhi neri e furbi. I suoi capelli sono scuri e riccioluti.
Con due balzi Irene è addosso a Giacomo. Lo abbraccia con forza e lo bacia.
Ora sono letteralmente incollati l’una all’altro, guancia contro guancia.
Irene prende Giacomo per mano e lo porta in riva al mare. Con due palette di plastica scavano una buca tanto profonda da trovare l’acqua. Ne sono orgogliosi. Poi ci mettono dentro i piedi e li ricoprono fino alle ginocchia. Sotto la sabbia umida i loro alluci si sfiorano. Giacomo e Irene sentono solletico, si guardano e sorridono. Lui arrossisce e abbassa lo sguardo.
Ora si alzano in piedi. Hanno le gambe ricoperte di sabbia ma non si puliscono.
Decidono di raccogliere conchiglie e le cercano dove le onde si rompono sulla spiaggia. Là ce ne sono un’infinità. Ne trovano più di cento. Le conchiglie sono molto piccole, perlopiù bianche e lisce. Poche hanno le linee in rilievo marroni, sono le più preziose. Alcune hanno un buchino perfettamente circolare. Sembra fatto apposta per infilarci una cordicella.
Possiamo fare una collana lunghissima!, dice Irene.
Giacomo annuisce.
Fa caldo.
È finalmente giunta l’ora di fare il bagno.
Irene ha un costume rosso. Giacomo ha i braccioli gialli. Corrono a tuffarsi. Si immergono. Si spruzzano. Giocano. Sono felici, spensierati.
Adesso escono e vanno a farsi la doccia. L’acqua è fredda. Si tolgono in fretta il sale. Si asciugano.
Sono le undici e trenta. Il tempo corre troppo velocemente.
Ora sono sotto l’ombrellone, avvolti nei loro accappatoi colorati. Sono seduti una vicino all’altro. Irene ha sulle ginocchia un pacchetto, apparentemente di grande valore. È un tovagliolo di carta bianco risvoltato più volte su qualcosa.
Ogni mattina arriva questo momento, un rito atteso e amato a dismisura.
Giacomo e Irene si guardano seri e insieme fanno un respiro profondo.
Cominciano.
Lentamente Irene scosta i lembi del tovagliolo, con estrema attenzione. Dentro ci sono due piccole confezioni rettangolari di plastica bianca.
Sono monoporzioni di crema alle nocciole rubate da Irene al buffet mattutino dell’albergo.
Irene ne porge una a Giacomo, con affetto.
Ora si guardano vogliosi e aprono le scatolette togliendo la protezione metallica. Con un movimento rotatorio della mano infilano poi l’indice destro nella crema ormai liquida per il caldo e si portano il dito alla bocca. Cominciano a succhiare. E sorridono.
Intingono, succhiano e sorridono. Intingono, succhiano e sorridono.
Alla fine hanno il viso completamente sporco di crema alle nocciole. Si guardano e scoppiano a ridere. La loro risata è incontrollabile, fragorosa. Ridono così tanto da farsi quasi la pipì addosso. Poi smettono, sfiniti. E il tempo si ferma. Nei loro sguardi si specchia il mare e si intravede il cielo.
È in certi sguardi che si nasconde l’infinito.
-
Oggi , purtroppo, sia per Giacomo che per Irene è l’ultimo giorno di vacanza.
Entrambi non sono pienamente consapevoli che domani non potranno trascorrere la giornata insieme.
Giacomo e Irene non sono soprattutto consci del fatto che non si rivedranno più.
Per quasi cento anni.
Alassio. Dieci gennaio duemilanovantacinque. Ore dodici e cinquanta.
Irene ora si è seduta accanto a Giacomo.
Lui ha il palmo della mano destra appoggiato alla panca.
Lei con il mignolo sinistro gli sfiora le dita, teneramente.
Hanno gli occhi chiusi e il viso rivolto al sole.
Stanno assaporando fino in fondo questo momento, inconsciamente atteso da quasi cento anni.
È una tiepida mattina di inizio inverno. Il cielo è di un azzurro perfetto, pulito da un vento costante ma non fastidioso. Il mare è increspato e riflette il sole creando uno sconfinato spettacolo di luce. I gabbiani sono fermi in aria, hanno le ali distese.
Dal chiosco giungono le parole di una vecchia canzone, la musica è dolce e malinconica.
...ma…
...non è l’amore che va via…
…il tempo sì…

Autore: Mauro Molteni

sabato 14 gennaio 2012

Speriamo bene



Speriamo che quest'anno vada meglio.....
Speriamo che i turisti quest'anno siano un po' più numerosi....
Speriamo che quest'anno non venga il temporale a portarsi via il paese come alle cinque terre...
Speriamo che quest'anno la finanza non venga a fare i controlli come a Cortina
Speriamo che le tasse siano un po' meno quest'anno
Speriamo che non venga la mareggiata a far vedere cosa c'è sotto
Speriamo che venga riaperto il molo
Speriamo che dopo i tanti “largo ai giovani” quest'anno sia la volta buona
Speriamo si liberi un posto
Speriamo di arrivare a fine mese
Speriamo di vincere gli europei
Speriamo di non ricevere troppe critiche
Speriamo di trovare un parcheggio
Speriamo ci paghino al più presto
Speriamo di trovare una casa
Speriamo che la banca ci faccia il mutuo
Speriamo di trovare un lavoro
Speriamo che non mi tolgano la spiaggia
Speriamo bene............

Alassio....... prima settimana di Gennaio 2012. Frasi da bar.........

giovedì 5 gennaio 2012

Istruzioni Upload video per il concorso 4 Minuti alla fine del mondo




http://www.youtube.com/watch?v=_jI2xgHo6zU


‎1. Accedere al sito www.youtube.com


2. Accedere con il proprio account, in alternativa crearne uno nuovo

3. Effettuato l'accesso, andare su "carica video"

4. Cliccare su "seleziona file dal tuo computer"

5. Compilare nel seguente modo:

- Titolo: titolo del vostro trailer

- Descrizione: il soggetto

- Tag: inserire 4 minuti alla fine del mondo, Alassio Resurrection

- Categoria: a vostra discrezione

- Privacy: Cliccare su "Privato"

- Licenza: a vostra discrezione

6. Terminato il caricamento vai su "guarda" per verificare che l'upload sia andato a buon fine

7. Dopo andare sul nome account, nella barra in alto e nella suttocategoria "gestione video"

8. cliccare su "modifica informazioni" situato sotto la miniatura del video

9. controllare le informazioni inserite ed eventualmente modificarle

10. andare nella sezione "privacy" e cliccare su "privato"

11. inserire nella casella di testo sottostante l'email concorsiar@gmail.com

12. infine salvare le modifiche e chiudere.

giovedì 22 dicembre 2011

Ecco i primi trenta classificati alla prima edizione del concorso letterario “4 Pagine in Vacanza”


  1. Cash                                                                               Giulia Manno
  2. I ricordi del crepuscolo                                                Luca Orlandi
  3. Il gusto amaro del mattino                                          Barbara Rossi
               Ruba Acqua           ( Premio Speciale )                Francesco Vasco
  1. Dita in bocca                                                          Mauro Molteni
  2. Biscette magiche in mani sbagliate                Davide Geddo
  3. Fino a che ci sei tu                                              Marco Bottoni
  4. Lapis                                                                      Emanuele Finardi
  5. Espiazione                                                             Manola Pieruccioni
  6. La buca                                                                   Lorenza Negri
  7. Gennaio è passato                                              Mariapia Fornasier
  8. Un'ottima giornata                                              Roberta Rotondi
  9. Un Omicidio di Troppo                                        Giacomo Fui
  10. Uno strano pomeriggio                                      Paola Bernardini
  11. La lettera d'amore – Alassio                             Maria Teresa Cipri
  12. Piccola storia di un amore grande, ad Alassio         Gabriella Gilli
  13. E' arrivato il momento                                        Pierpaolo Bonante
  14. Anorex¡a                                                               Franca Tamai
  15. La pericolosa fragilità delle certezze            Marcella Gemelli
  16. Scintille                                                                 Livio Colati
  17. Sull'Amore per la Verità                                   Daniele Cannizzaro
  18. Una Legnano nera                                            Silvia Invernizzi
  19. Lo stesso spazio                                               Eugenia Bartoccini
  20. coppa di ciliegie                                                 Simona Aiuti
  21. I soliti tradimenti                                                Alida Pellegrini
  22. Vuoto a perdere                                                  Francesca Aliperta
  23. L'amore resta sveglio                                        Cristina Cornelio
  24. L'amore di zia                                                      Marzia Pierini
  25. Lettera per un amore                                        Caterina Romano
  26. Il bucato Emanuela                                           Rotta Gentile
  27. Always                                                                 Francesca Faramondi
Grazie a tutti i novantacinque partecipanti l'appuntamento ovviamente è alla prossima edizione!

lunedì 19 dicembre 2011

REGOLAMENTO PARTECIPAZIONE AL CONCORSO PER TRAILER CINEMATOGRAFICI INEDITI "4 MINUTI ALLA FINE DEL MONDO"






Concorso nazionale per trailers, titolo: “ 4 minuti alla fine del mondo ”.
Termine ultimo di consegna 31/05/2012
Il tema, il soggetto e il genere è completamente libero, la durata massima è di quattro minuti.
La partecipazione è gratuita.
Per partecipare e iscrivere il trailer è semplice: bisognerà compilare la scheda di partecipazione, scaricabile dal bando e caricare il filmato su youtube nel canale specifico del concorso 4MAFDM.
Il concorso è aperto a tutti, filmakers professionisti o amatori, la giuria sarà formata da personaggi di spicco del cinema e della cultura italiana. I premi e la giuria saranno comunicati dopo il primo di marzo 2012, il premio sicuramente più prestigioso sarà la visibilità che avranno le opere premiate e anche la possibilità di proseguire il progetto solo accennato in 4 minuti di trailer. L’associazione Alassio Resurrection patrocinatrice del concorso, è molto interessata alla promozione di vere e autentiche novità provenienti da ogni parte del mondo. Importante per produrre un progetto credibile e autentico è l’idea e il soggetto, e successivamente un buon impegno tecnico che ovviamente sarà migliorabile con l’esperienza. Il mondo sta cambiando,  proprio adesso che sta per finire … 4 minuti sono sufficienti per muoversi nel tempo che ci resta e fare la differenza. La premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre 2012 alla presenza della giuria, della associazione organizzatrice e di un pubblico che potrà assistere alla prima visione dei tre classificati. La giuria si riserva la possibilità di segnalare e assegnare alcuni premi speciali per lavori degni di nota che non si saranno classificati sul podio. 
Link utili:

Bando                  Bando in Italiano

Canale youtube    http://www.youtube.com/user/4MAFDM/videos

E-mail                  concorsiar@gmail.com

Facebook            http://www.facebook.com/4MinutiAllaFineDelMondo


Ammissibilità concorrente

La partecipazione al concorso è aperta a tutte le persone maggiorenni, gruppi, studi professionali ecc... è vietata la partecipazione a organizzatori del concorso, membri della giuria e loro diretti familiari.
Nel caso il partecipante sia un  minorenne il modulo di domanda deve contenere il nome e le informazioni di contatto di un genitore o tutore.
Nel caso i partecipanti siano due o più persone, indicare i dati di un responsabile.

Requisiti del trailer

Nessun accordo di distribuzione: non possono partecipare al concorso trailer che promuovono un film che si è già assicurato un contratto di distribuzione.

Tema


Completamente libero, sia il tema, sia il genere, sia il soggetto.

Concept


Il trailer deve promuovere un film, un film documentario, o una web-serie non ancora prodotta. Nella scheda di iscrizione alla voce breve sinossi e al momento del caricamento del video su youtube alla vove descrizione   è necessario includere una “logline” (un riassunto di 100 parole) che descriva il film, documentario, serie web, promosso dal trailer.

Genere

Il trailer può rappresentare qualsiasi genere, ad esempio, animazione, commedia, documentario, dramma, fantascienza, horror, thriller ecc...

Lunghezza

Per rimanere negli standard internazionali il trailer non deve superare i 4 minuti.

Lingua

Se i dialoghi e/o i titoli nel trailer non sono in italiano, fornire i sottotitoli in italiano.

Titolo

Il titolo del film, documentario, serie web, ecc.. deve comparire nel trailer. Si consiglia di includere l'indirizzo e-mail o indirizzo web (URL) alla fine del trailer in modo che produttori o coloro che desiderano contattarti possano farlo.

Originalità

Almeno l'80% del trailer (misurato come tempo) deve essere di materiale originale. Fino al 20% può essere “stock footage”, cioè filmati girati da qualcun altro per uno scopo diverso dal trailer, ma è necessario avere ottenuto l'autorizzazione per l'utilizzo audiovisivo.
Nota: I documentari non sono vincolati dalla regola originalità, ma deve avere il permesso per tutti i filmati utilizzati.

Copyright


Se si utilizza qualsiasi materiale protetto da copyright di proprietà di terzi, è necessario avere scritto il permesso di usare quel materiale. L'autore sottoscrivendo l'iscrizione accetta tutte le regole e manleva 4MAFDM da qualsiasi problema riguardante i diritti d'autore, assumendosene piena responsabilità.

Iscrizione


Compilare la scheda di partecipazione in tutte le sue parti situata al fondo del documento ed inviarla via e-mail come allegato a concorsiar@gmail.com


Istruzioni upload filmato

Questo sistema è stato adottato per ottimizzare al meglio il lavoro della giuria. Per tutta la durata del concorso solo la giuria potrà visionare i filmati caricati su youtube.

1. Accedere al sito www.youtube.com
2. Accedere con il proprio account, in alternativa crearne uno nuovo
3. Effettuato l'accesso, andare su "carica video"
4. Cliccare su "seleziona file dal tuo computer"
5. Compilare nel seguente modo:
   - Titolo: titolo del vostro trailer
   - Descrizione: il soggetto, è la vostra logline
   - Tag: inserire 4 minuti alla fine del mondo, Alassio Resurrection
   - Categoria: a vostra discrezione
   - Privacy: Cliccare su "Privato"
   - Licenza: a vostra discrezione
   - Terminato il caricamento vai su "guarda" per verificare che l'upload sia andato a buon fine
   - Dopo andare sul nome account, nella barra in alto e nella suttocategoria "gestione video"
   - cliccare su "modifica informazioni" situato sotto la miniatura del video
   - controllare le informazioni inserite ed eventualmente modificarle
   - andare nella sezione "privacy" e cliccare su
 "privato"
   - inserire nella casella di testo sottostante l'email concorsiar@gmail.com
   - infine salvare le modifiche e chiudere.

Nota importante


Una volta eseguita questa operazione bisogna attendere qualche giorno, una mail di risposta vi assicurerà la buona riuscita dell'operazione, se entro 7 giorni non si riceve niente siete pregati di ripetere l'operazione.





SCHEDA DI PARTECIPAZIONE 2012 -ENROLLMENT FORM
(Da compilare in ogni sua parte in stampatello e inviare via E-mail come allegato a concorsiar@gmail.com / Attach this form and send to concorsiar@gmail.com)

Dati dell'autore/Director

Nome/Name__________________________________________________________________

Cognome/Surname_____________________________________________________________

Data di nascita/Date of birth___________________________________________________

Indirizzo/Address______________________________________________________________

CAP Città Provincia/City________________________________________________________

Tel /FAX/Telephone____________________________________________________________

Email________________________________________________________________________

Dati del TRAILER:

Titolo dell'opera/Titele of the film__________________________________________________

Anno di realizzazione/Year of production____________________________________________

Durata/Lenght________________________________________________________________

Titoli brani musicali utilizzati/Soundtrack_____________________________________________

Autore dei brani musicali/Soundtrack author__________________________________________

Breve sinossi/Synopsis__________________________________________________________

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martedì 6 dicembre 2011

CARCHARODON VIDEOCLIP

Alassio Resurrection è orgogliosa di poter partecipare ad una nuova attività e ad una nuova collaborazione. Insieme alla band Carcharodon realizzeremo il loro nuovo video clip. Abbiamo bisogno anche noi di altri collaboratori, comparse e persone motivate disposte a costo zero ad aiutarci a completare l’opera. La nostra mail è alassioresurrection@gmail.com, aspettiamo curriculum, disponibilità e personali capacità, da mettere al servizio della preparazione e della realizzazione del videoclip. Stiamo rifinendo la sceneggiatura, seguendo la linea guida dataci dai Carcharodon, sicuramente ci manca l’attore protagonista e il suo migliore amico: un marinaio e il Whisky. Oltre a tutto ciò anche una tonnellata di comparse. A breve comunicheremo le date del casting e di inizio riprese, ergo non prendete impegni per i prossimi quaranta giorni.

Stay Resurrection.

A.R.

giovedì 17 novembre 2011

Una "Storia" vera





Alassio. Novembre. Lunedì sera, piazza Partigiani.
 E' una di quelle sere che se parti dalla Fenarina, arrivi al Torione e ritorni alla Fenarina non incontri anima viva, un po' come diceva Conte “nemmeno  un prete per chiacchierar”.
Eppure in piazza Partigiani c'è fermento, quella sera in piazza ad Alassio l'Europa ci ha fatto visita, il mondo ha deciso di inglobarci, ad un tratto siamo parte degli eventi,  scusate se insisto ma vorrei che capiste bene, quel maledetto lunedì ad Alassio in piazza c'erano........... trenta indignados! 
Cazzo, quelli veri! 
Non i ragazzi del Brixton o quelli arrivati da Genova o da Torino qui parliamo di francesi, spagnoli, poi c'era qualche tedesco, due di Roma non so bene, insomma in tutto una trentina di Indigados in piazza Partigiani ad Alassio a Novembre.
C'erano anche quattro volanti della polizia, il consigliere di minoranza Jan Casella e basta, magari uno in giro col cane direte voi... no! Uno dal balcone... no! Loro e basta.
I ragazzi nel pomeriggio hanno avuto la bella idea di far visita al commissariato, dichiarare di voler passare la notte in piazza e tanti saluti, sono in viaggio da mesi e saranno in viaggio ancora per qualche mese, ovviamente è come andare a segnalare di voler fare i tuffi dal molo. Quella sera il consigliere jan Casella è li per caso, il clima è un po' come quello sul ponte di brooklyn o in piazza a wall street, Madrid, Parigi, la Storia è li in piazza e anche  Alassio, per quanto riguarda questo capitolo, avrà il suo paragrafo. Diversamente però (e fortunatamente) la polizia cerca la mediazione, si arriva a un accordo jan convince gli Indignados a ragionare, chiama degli amici per dare una mano e grazie a tre utilitarie e tanta pazienza si caricano i carrelli con i viveri, i sacchi a pelo, le coperte e il gruppo viene sistemato nel palazzetto.... fine della storia.
Il giorno dopo sui giornali e su internet non leggo niente, nada, è andata così questa storia finisce così... morale: se vi dovesse capitare di indignarvi assicuratevi prima che ci sia qualcuno nei paraggi o comunque.... lasciate perdere Alassio a Novembre.

A.R.

martedì 15 novembre 2011

4 pagine in vacanza presenta: BISCETTE MAGICHE IN MANI SBAGLIATE


Io mi chiamo Davide Geddo  e sotto lo pseudonimo di Fuoricomunitario  ho scritto questo racconto frutto esclusivo del mio ingegno e l’ho intitolato “biscette magiche in mani sbagliate”. 
I personaggi sono assolutamente immaginari.
O comunque assumono comportamenti e toni che non gli sono propri e sono anzi assolutamente inventati. 


Alassio piena di gente.
La folla, ubriaca di ferie, si dimenava tra spiaggia e budello stordendosi tra le vetrine. Un allegro serpentello velenoso e salato.
Nadia aspettava con la sigaretta ancora spenta e penzolante.
Lo sguardo solito, sprezzante e altezzoso. La mano in borsa a rovistare in cerca dell’accendino. Il bel muso, sbarazzino sotto i capelli rossicci increspati dal sole sul sale, dava ancora più corpo al bel personaggio che era.
 “Aspetti qualcuno?”
Il ragazzo, rossiccio di capelli, sguardo ligure, grattandosi la nuca spuntò dal nulla.
Nadia, con una velata soddisfazione, sospirò distante e concludente con una certa aria di sfida “il mio fidanzato”.
Il ragazzo non disse nulla ma alzò le labbra e le sopracciglia.
Lei rincarò con desolazione e ironia “…che sta arrivando”.
“Secondo me non viene”. “Secondo me sì”.
“La mia non è una semplice opinione”
“Strano, avete tanti difetti voi liguri, ma di solito non siete dei rompicoglioni. Non devi essere di qua”. Disse senza degnarlo di uno sguardo.
“Non sai molte cose riguardo la gente del posto, Nadia”.
Nadia trasalì nel constatare che il ragazzo conosceva il suo nome e si accinse a protestare ma il ragazzo innescò l’accendino e la ragazza stupita trovò il proprio fumo a ostruirle il fiato.
“Come sai il mio nome?” “Me l’ ha detto Vasco” “Chi?” “Il ragazzo della bottega di antiquariato”.
“Quello stranone con la barba? Sembrava simpatico, ci ha fatto un regalo ma non mi sembra di avergli detto il nome”
“Infatti. Poi, dopo un po’ di botte, si è ricordato che Giancarlo, il tuo fidanzato, ti ha chiamato così.”
“Botte? Ma chi sei? Cosa vuoi da me? Dov’è Giancarlo?”
“Vieni con me, tanto per ora il tuo fidanzato non arriva, puoi giurarci”
Nadia spaventata elaborò mille teorie, urlare, scappare, telefonare. Telefonare, sì! Tirò fuori nervosamente il cellulare, seguendo il ragazzo con lo sguardo che si allontanava senza neppure girarsi.
Irraggiungibile. Irraggiungibile cazzo.
Il ragazzo arrivò a una traversa e virò a sinistra, sempre senza girarsi. Nadia corse disperatamente fino a raggiungerlo.
“Vieni, entriamo lì, ho delle istruzioni per te carina”
Mimmo trascurò subito gli altri clienti e a seguito di un cenno di intesa col rosso preparò due rhum cooler.
Arrivarono anche due patatine croccanti. Poi Mimmo apprezzò con la mano la propria guancia sempre liscia e li lasciò tenendoli d’occhio.
“Tu cosa sai della biscetta con i dentini?”
Nadia era terrorizzata ma davanti al rhum cooler di Mimmo ritrovò un po’ della sua durezza.
“Hai rotto il cazzo, rosso. Ora mi dici dov’è Giancarlo. Poi che cazzo vuoi da me e magari anche perché cazzo mi conosci.
“Senti Nadia, sto per darti una testata. Facciamo che tu rispondi con educazione alle mie domande e nessuno si farà male. Bevi piano e parla bene, offro io”.
“Okay 007, io di biscette non ne conosco, forse qualche vipera, ma qui ad Alassio non conosco nessuno, va bene così?”
“Sei troppo precipitosa. Parlami della tua visita alla Galleria Vasco di ieri”
“Non è un gran romanzo. Passeggiavamo tra gli altri turisti, abbiamo visto una scritta del tipo <> e siccome il mio fidanzato ogni tanto se la tira da mecenate, dice lui, ha voluto entrare e comprare uno Scanavino.  Siccome a me le scarpe da gran figa le aveva già comprate io sono stata zitta e buona, scambiando qualche parola con il ragazzo che mi pare si chiami Vasco. Devo essergli risultata simpatica perché mi ha donato quella spirale di avorio con i dentini bella incartata”
“Nient’altro?”
“Lasciamo stare la signorina?” la voce era calda ma la lama del coltello puntato alla schiena del rosso era di ghiaccio.
“Maledetto Bokkons, cosa fai ad Alassio?” “ Si accoglie così un collega?” “Un altro pazzo” sospirò Nadia.
“Non sai quanto” disse il rosso ma poi smorzò la battuta sentendo premere la punta della lama sulla schiena.
Mimmo aveva capito tutto ma si sforzò di mantenere la calma.
A quel punto il rosso scattò divincolandosi e si trovò faccia a faccia col Bokkons che agitava il coltello in aria dicendo “fatti sotto rosso maledetto”.
Tutti i turisti scapparono dal locale urlando e rimasero solo Mimmo, un altro barista e Nadia, che avevano le vie di fuga ostruite da quel coltello roteante che Bokkons  si passava da una mano all’altra.
Cli-clak.
I due contendenti conoscevano bene il rumore della sicura del fucile a pompa per rinoceronti e arrestarono il loro impeto. Mimmo li puntava e li insultava pesantemente intimando loro di darsi una calmata. “Dai rosso legalo, mi ha rotto i coglioni sto fighetto di Solva. E tu, Davide, vai a prendere il dolce che a questa gente non piacciono le patatine”.
L’altro barista con un sorriso ironico tirò fuori dal bagno Giancarlo, il fidanzato di Nadia, e Vasco, l’antiquario, ridotto a una maschera di sangue quasi esanime. Entrambi erano legati a due sedie girevoli da ufficio.
Nadia non urlò. Giancarlo guardò Bokkons con odio.
Quando Davide gli tolse il bavaglio dalla bocca, squadrò la bell’anima che venendo da Solva le biscette le conosceva bene, e gli diede sprezzante del coglione. “Bella protezione, grazie, complimenti” aggiunse.
Mimmo disse: “ora facciamo le presentazioni così la signorina capisce e non sia mai che un buon 50% dei presenti esca vivo da qui”.
Il Rosso disse: “capo, cosa c’è da spiegare? Il milanese crede di poter fare ancora la bella vita qui e anche contando sull’aiuto del Bokkons, che per soldi venderebbe anche sua madre, bello bello, è venuto a pestarci i piedi proprio mentre stavamo per tornare in possesso della biscetta. Solo non si capisce se sta troietta sia una inconsapevole copertura del milanese o se faccia parte del piano. E alla fine il vero mistero è dove sia scivolata stavolta la biscetta d’avorio? “.
“Che il mio fidanzato sia uno stronzo oltre che un trafficante l’ho appena scoperto. Ora spiegatemi la storia della biscetta? “
Mimmo puntò per un attimo il fucile da rinoceronte verso la ragazza. Poi lo rigirò verso i due maneschi e disse: “questo è un fucile per rinoceronti. Con un colpo posso infilare tre o quattro idioti come questi due. Attualmente procurarsi un corno di rinoceronte non è per niente facile ma non per un bracconiere del mio calibro. Con il corno del rinoceronte si costruiscono amuleti di pregevolissimo valore oltre che dotati alcuni poteri magici molto ricercati. Ieri Vasco, probabilmente in combutta con Bokkons, ha cercato di consegnare tramite la tua innocente presenza la preziosa spirale al milanese, il mecenate, come lo chiami tu”.
“Spirale?”
“Sì, si tratta di una spirale fatta col corno di un rinoceronte, pare dotata di un potere che ammalia le donne e le sfortune. Tanto che tutti la chiamano la biscetta scivolosa. Biscetta per la forma ed i dentini e scivolosa sia per il rimando sessuale che per il fatto che scivola di mano in mano visto il potere anche nefasto che ha.
Tutti la vogliono ma nessuno può possederla per troppo tempo. Sembrava sparita da anni, ma da qualche mese Vasco l’abbiamo visto in compagnia di donne meravigliose. Questo ci aveva insospettito ma è stato quando le sfortune hanno incominciato ad abbattersi sul giovane antiquario che abbiamo capito che aveva ritrovato la biscia scivolosa. Il ragazzo in due settimane si è tagliato il dito con una motosega, ha perso il portafoglio con l’incasso di ferragosto e ha bevuto per sbaglio un cartone di birra scaduta senza nemmeno accorgersene e finendo all’ospedale.
Probabilmente aveva deciso di venderla e secondo noi aveva escogitato un piano col milanese che consisteva nel dare la biscetta a una donna di modo che i suoi poteri fossero neutralizzati. Poi lui l’avrebbe piazzata sul mercato nero evitando che noi intervenissimo con le nostre offerte irrinunciabili… Per quello il pivello, forse e sottolineo forse, ti ha usata ma stavolta imparerà a gestire i propri malaffari a casa propria.”
Mimmo si avvicinò col fucile spianato e infilò la canna nelle narici del Milanese.
“Giancarlo… che nome del cazzo… vero caro Rabollik“ disse spingendo la canna contro il viso.
Nel frattempo il rosso aveva legato il Bokkons e gli aveva assestato un bel destro dopo avergli stretto le guance tra le dita.
Vasco, svenuto fino ad allora, osò un lamento. Un altro pugno lo ripiombò nel silenzio.
Poi il rosso tornò vicino a Nadia arrivandogli a un centimetro con lo sguardo.
“Avanti carina, dove hai messo il pacchetto dell’antiquario? Mi spiace sempre picchiare le donne”.
“Bravo, un po’ di rispetto, ho appena scoperto di essere stata fidanzata per un pezzo di corna”
“Che vale circa tre milioni di Euro nel mercato nero dell’occulto” aggiunse Bokkons prima di prendere un altro destro.
“Comunque siete degli idioti. Tutto sto casino per nulla. Ce l’ho ancora in borsa” . “Prendila”.
“Volentieri, che me ne faccio di un amuleto porta sfiga. Mi sembra che me ne abbia già portata abbastanza sto pomeriggio”.
Tutti sgranarono gli occhi vedendola rovistare nella borsa. Perfino Vasco aprì l’occhio meno tumefatto.
“Ecco la vostra biscetta. Scivola,vai via viperella malefica…”
Il rosso se la guardò incartata tra le mani e cominciò a scartarla. Mimmo gli fece capire che non avrebbe esitato a sparare se non gliela avesse consegnata subito.
Il rosso sbuffando riuscì a strusciare il dito sul magico amuleto mentre lo consegnava al suo boss.
Scivola, scivola vai via non te ne andare, sussurrò.
Quando Mimmo ebbe la biscetta tra le mani ancora mezza incartata posò il fucile.
Nadia subito lo guardò con altri occhi.
 “Posso avvicinarmi bel maschione?” disse a Mimmo che sgranò gli occhi urlando “Funziona!”
“Eccome” disse lei mentre Mimmo sorrideva. “Facciamo l’amore qua subito, ti va?”
“No, più tardi devo sistemare le cose per bene qui prima”.
“Fatti almeno togliere la giacca” gli disse accarezzando la guancia liscia di chi si rade ogni giorno da sempre. Il rosso schiumava di rabbia e gelosia.
Quando le maniche della giacca si arricciarono sui polsi e le mani furono quasi congiunte dietro la schiena il rosso sentì un rumore conosciuto e rimase sorpreso.
Mimmo si ritrovò in due secondi netti ammanettato e sotto tiro del suo stesso fucile.
Il rosso strabuzzò gli occhi. Giancarlo esclamò: “Nadia!”
“Nadia tua sorella. Piacere Lorenza, agente speciale polizia settore recupero oggetti d’arte e contrabbandi varii. Quando ho rovistato nella borsa ho innescato il dispositivo di attivazione della squadra speciale coadiuvata dagli agenti del posto coordinati dal Commissario Jan Casella. Siete semplicemente circondati. Giancarlo, milanese d’adozione ma in realtà croato, vero nome Rabollik, per una volta sei tu la vittima del doppio gioco. Non  te la prendere. E’ stata una pena per me agganciarti. Ma era ora di mettere ordine nella storia della biscetta scivolosa e di pulire la gang di contrabbandieri che gestisci. Rosso stai fermo o ti infilo come un rinoceronte”.
“Non hai niente contro di me troia” urlò Rabollik.
“Parla bene cretinetti, e tu rosso vai a liberare Vasco che da anni è un informatore della nostra sezione. La biscetta è un falso da lui abilmente confezionato”.
Nel frattempo con un ghigno entrò il commissario Jan Casella con 6 agenti. Tra di loro Mimmo riconobbe Francesca, Simona ed Emanuela; le bellissime ragazze con cui Vasco si era fatto vedere per il budello. Vasco, appena liberato, si alzò a fatica ma si tolse la benda dalla mano e mostrò determinato il dito medio ai presenti. Le ragazze in uniforme lo salutarono con degli occhiolini.
“Come vedete i poteri della biscetta sono una leggenda a cui solo una banda di manigoldi senza arte né parte poteva credere. Bei tempi quando me la vedevo con dei genii criminali. Imbecilli. Quanto a te Rabollik ho più prove di Perry Mason alla fine di ogni puntata; è bastato registrare la tua attività di mecenate e trovare in camera la mappa dei magazzini con le altre opere. Stavamo già per arrestarti quando hai pianificato di scendere ad Alassio. Non c’era dubbio che si sarebbe presentata l’occasione di riempire ulteriormente la rete.”
Jan Casella,  senza parlare continuava a sogghignare.
Lorenza si accese la sigaretta. Vasco si era un po’ ripreso. Con un cenno di intesa uscirono sul budello e si sistemarono su un tavolino all’aperto.
“Grazie Vasco, mi spiace per le botte. Cose che capitano, no?”
“ Ma certo Lorenza…” accendendosi una sigaretta.
Voleva guardare il mare ma il muro idiota di cabine glielo impedì. L’aria era comunque fragrante e dolce nel tramonto di fine Agosto.
Poi si voltò improvvisamente. “E’ sempre un piacere lavorare con te”. Baciò intensamente il giovane antiquario barbuto.
“Non è l’amore che va via. Il tempo sì. Ma quello non lo governiamo noi” disse uno dei due.
Lei lo baciò ancora e poi si staccò e tenendo il suo volto tra le dita e sussurrando: “devo andare” e si alzò ondeggiante ma sicura. Vasco rimase in silenzio a guardarla andare via.
Non era il primo bacio tra di loro. Non sarebbe stato l’ultimo.
Soffiò il fumo e da una quindicina di metri lei lo sentì dire. “ Non te ne andare”.
Lorenza non si voltò, ma fece scivolare giù dalla borsa la biscetta ancora malamente incartata.
Vasco sorrise, si alzò e diede un calcio alla biscetta verso la spiaggia.
Un cane la afferrò e la depositò tra le onde.
Vasco raggiunse Lorenza e se ne andarono senza parlare e senza direzione.
Il Commissario Casella continuava a sogghignare avvicinandosi al bagnasciuga per cercare la biscetta.
Il tempo corse via.


mercoledì 9 novembre 2011

Articolo tratto da: http://www.modena2000.it/2011/11/03/un-carpigiano-premiato-al-concorso-letterario-nazionale-4-pagine-in-vacanza-organizzato-ad-alassio/


Un carpigiano premiato al concorso letterario Nazionale “4 Pagine in Vacanza” organizzato ad Alassio


Luca Orlandi 31 anni di Carpi, con il racconto breve “I Ricordi del Crepuscolo” si classifica al secondo posto del concorso letterario “4 Pagine in Vacanza” organizzato da AlassioResurrection associazione culturale di Alassio, famosa cittadina turistica ligure.
"L’autore si è distinto per lo stile narrativo sofisticato e l’originalità dell’ambientazione storica aggiudicandosi una cenetta e pernottamento valido per due persone nella nostra bella cittadina" ci fanno sapere da Alassio e ancora "il concorso ha avuto un grande riscontro, i racconti ricevuti sono stati più di 90, provenienti da tutta Italia, ciò a dimostrazione di come la passione possa ancora muovere gli animi, anche in considerazione del fatto che i premi non erano cospicui e non in denaro".



venerdì 28 ottobre 2011

Concorso "4 Pagine in Vacanza" Premio speciale

RUBA ACQUA

Mi ci vorrà il periodo di una vita per dirti che ti amo.
I grilli parlanti sfrattati dal pendolo si son trasferiti in pancia e si fanno sentire mentre i ragni ingannano il sole tessendo linee sulla meridiana.
Sui fogli a quadri i numeri scappano dalle gabbie e non tornano più, sui fogli a righe le parole che riesco a scriverti sbattono contro il soffitto.
Una sigaretta son sette minuti, il bicchiere è una clessidra e queste righe pause tra i tuoni.
Nel sogno senza stagioni ti raccogli i capelli con le lancette che mi fanno dannare e con le dita mi sfiori la schiena per disegnare lettere che fanno il tuo nome.
Dall'acqua alla terra sorretto da venti e sospiri, dalla mia porta alla tua a vele piegate con il tuo profilo in gola.
Mi sveglio con il buio appeso in fronte e intorno tutto ciò che rimane è luce nelle pieghe del lenzuolo, quel che vorrei creare e non posso.
Ora ti vedo: definitiva, netta, essenziale come le mute nubi e i silenzi tra ebano e avorio.
Sconto gli anni stretto tra un calendario e un frigorifero vuoto mettendo la tua voce sotto la lingua per provare a guarire.
Ti regalo un orologio automatico, una sedia a dondolo e i miei occhi, tutte cose che si muovono solo se ti muovi tu.

Francesco Vasco

Io sottoscritto Vasco Francesco dichiaro che il racconto che ha come titolo “Ruba Acqua” è frutto del mio ingegno.

giovedì 27 ottobre 2011

Concorso "4 Pagine in Vacanza" terzo classificato

IL GUSTO AMARO DEL MATTINO

Il gatto ingellato e incravattato è appena uscito, felpatissimo. Dietro di sé una scia odorosa di bagnolatte sciacquato con la foia della doccia dell’ultimo minuto. Perché, micia lo sa bene, il suo Romeo ha voluto ritardare il più a lungo possibile il momento dell’addio, tanto è stata intensa la loro notte di amanti acciambellati sul suo letto duro di marciapiede.
Appena risuona il silenzio nell’intimità ricomposta della casa, la gattina si alza scattante, eccitatissima all’idea della violazione dei suoi spazi privilegiati. Non ha voluto interferire, lo ha lasciato muoversi liberamente per non spezzare la magia del sentirlo anima rigenerante del suo castello infestato dai rimpianti. Scatta verso la poltrona, attratta dalla ciotola, come dopo un lungo digiuno. La camicia di lui sembra languire pigra, con un polsino sbottonato, pencolante quasi a toccare il pavimento. La contempla lungo ogni singola cucitura, come una reliquia, e sorride instupidita, pregustando l’abuso del bambino l’attimo prima di affondare le mani nella marmellata. La accarezza senza toccarla mentre un brivido sottile lungo il collo le fa rizzare il pelo. L’afferra con entrambe le mani e se la preme forte contro il naso e la bocca, nella speranza di poterla sentire farsi corpo dentro di sé. Se la stringe al petto e torna a riaddormentarsi, esausta. Quando si risveglia, questa volta con maggior fatica, si ritrova sola.
Non si è mai sentita così sola come in quel momento.
Il cimelio è ancora tra le sue mani, può odorarlo tanto da farsi uscire il sangue dal naso. Può scolarsi all’infinito, fino ad ubriacarsi, l’immagine di lui sopra di lei, le sue mani tra i capelli, il suo piacere dentro, dentro fin nelle viscere. Poi con uno scatto ansioso si gira verso l’orologio e senza guardarlo sente il silenzio frastornante del telefono, muto, accanto al letto.
Tre ore che se ne è andato e non si è ancora degnato di una telefonata.
Tira fuori una gruccia dall’armadio. La veste con la camicia, indugiando su ogni bottone, cercando di rimanere aggrappata al flusso dei ricordi. Ogni asola violata dal dito è una stilettata alla pancia, un fermo immagine incollato come carta da parati alle curve occipitali. Ripone l’ostia consacrata mentre sente il corpo smembrarsi di colpo e la lingua ricoprirsi di pelle di pesca . Si sente donna nuda di se stessa, della sua carne collassatosi nel reticolo delle fibre. Lampi di estasi la strattonano da una parte all’altra del suo guscio incrinato mentre tenta di dar inizio a quella indecifrabile giornata, così stretta al cuore e alle labbra; così lontana dalle strade battute dall’usura del tempo.
Vuole ingannarla la verità, gettarla nella pattumiera, come un fiore appassito. Non vuol vedere quel bullone che non s’incastra e che potrebbe far crollare l’impalcatura di schianto. Vuol camminare voluttuosamente lungo l’orlo del vuoto, ballerina sospesa sulla scogliera, convinta di potersi arrampicare fino al cielo con la sola forza della disperazione.
Certo che quel figlio di un telefono potrebbe squillare.
Sono le undici e Anna vuole già riempire lo spazio tra di loro con un rigurgito di parole; o anche solo con quel suo mugugno di bambina capricciosa che le riesce così bene. Vorrebbe scrivergli un messaggio e consegnarlo al vento, sicura che questo seguirebbe le sue precise coordinate di cecchino innamorato. Ma Anna non osa. Lui è in ufficio affaccendato nei suoi ritmi, incollato al telefono.
Ma non per lei. Non ha tempo ora. Non può permettersi il lusso di chiamarla.
Forse non lo avrà nemmeno in pausa pranzo se qualche cliente lo costringerà ad una forchettata di lavoro. Un pensiero che la sfiora appena, come un’ ombra nera. Ma poi si ravvede e torna alla loro meravigliosa notte. La prima che lui le regala da quando si conoscono. Prova tangibile del suo amore, non c’è dubbio. E non c’è dubbio che anche lui è impaziente di rubarsi ai suoi affari per tornare da lei; anche solo con un ciao-tesoro-tutto-bene.
Ci vuol così poco per appagare i bisogni di un cane randagio.
Anna non s’azzarda ad uscire di casa, non può rischiare di mancare l’appuntamento con la telefonata. Si aggira per le stanze con finta premura, rassettando e spolverando. Ma lo straccio della polvere si perde dietro un termosifone e la biancheria sporca riposa abbandonata sulla poltrona del salotto. Nella cucina apre gli sportelli e tira fuori pentole e tegami. Sente ancora in bocca il gusto degli scampi di ieri. Il pesce più buono mai mangiato in sua vita. Grazie a lui Anna ha sconfitto la sua cronica inappetenza, ha riscoperto il piacere della sazietà. Si ripromette di rimpolpare quelle quattro ossa scarnificate nelle prossime settimane. Ed ora decide di riscoprirsi massaia puntuale.
Perché forse già da domani lui potrebbe fare una telefonata al volo e tornare di corsa da lei, scoparla per due ore e poi chiederle un piatto veloce prima di tornare alle sue incombenze.
Monda le patate, le taglia a dadini; lava le cipolle e le sminuzza sul tagliere commuovendosi. Fracassa le uova nella ciotola, elimina i pezzi di guscio e poi amalgama i sapori e gli odori aggiustandoli di sale e pepe. Un’ultima spolverata di pangrattato, come le ha insegnato mamma, e inforna un polpettone un po’ stecchito ma lodevole negli intenti.
Mezz’ora dopo, mentre si ustiona il palato con il suo parto culinario cerca refrigerio nelle immagini della televisione. Le notizie del TG la distraggono per qualche minuto dalla trance. Ma poi, il ricordo della carne goduta le dà un nuovo scossone. Le pupille si fissano come occhi di cieco su un punto buio, lasciandosi ammaliare dalla piena degli altri sensi.
All’una e un quarto però, il film già visto così tante volte in una sola mattina, inizia a incrinarsi sotto il gelo del disincanto, sempre più tangibile e minaccioso. Perché il telefono è muto ormai da ore e l’immagine palpitante dei loro corpi in cinemascope inizia a ingiallirsi nella loro trita cornice d’amanti.
Non ricorda quando ha iniziato ad amarlo. E perché. Quando si sono incontrati sul molo battuto dalla burrasca lei si fumava la sua sigaretta di donna temprata dalla sofferenza, che non chiedeva e non voleva più dare rispetto a nessuno. Gli uomini l’avevano delusa troppe volte per poterci ricascare, per volersi gettare a lisca nell’ennesima storia. Sbagliata. Storia impossibile. Di quelle che si mangiano a colazione col cappuccino. Una chiacchiera da bar tra uomini tronfi del loro successo inguinale. Un cicaleccio tra amiche bastonate dallo stesso bastone che si consolano a vicenda. Al loro terzo incontro gli occhi da bacherozzo innamorato sembrava averli lui. La cercava continuamente – allora sì che squillavano i telefoni!- le faceva regalini di ragazzotto stupido d’amore. E quando lo aveva detto a Rosy, Anna ostentava totale disaffezione a quell’ennesimo incipit da irresponsabili, al loro sesso gratuito consumato su una macchina sudata, a quell’uomo sottratto il tempo di un orgasmo, al suo dovere coniugale. Rosy glielo aveva detto di lasciar perdere. “Tra i due sarai solo tu a rimetterci”. Una frase che ora bussa dannatamente alla sua tempia, ma che, allora, era stata schiacciata come una mosca insolente. Dopotutto anche Rosy aveva avuto la sua storia extraconiugale da ammucchiare sotto il tappeto. E ora che s’è sposata cavalca la sua legge universale-necessaria in modo così radicato che nemmeno Kant avrebbe saputo far meglio.
Facile parlare quando si viene imboccati ogni giorno da un telefono amico.
Anna il pane quotidiano se lo deve sudare goccia a goccia, nella speranza di racimolare il suo mucchietto di briciole e camparci dignitosamente. E quella camicia appesa nell’armadio è la garanzia di aver aggiunto un tassello di continuità alla sua sopravvivenza. Perché lui chiamerà di lì a poco. E se non dovesse riuscire a chiamare dall’ufficio, questa sera si ricorderà sicuramente di spedirle un messaggio di buonanotte dal cellulare. Ma se, a fine giornata, per qualche sciagurata complicazione, non dovesse farsi vivo, lei ha l’arma in pugno. Ha il suo bottino di guerra da esibire. Da lavare e stirare. Pronta per la consegna. La prova tangibile che esiste anche lei e che potrà far valere le sue ragioni nel nome di quel pezzo bianco.
Quel fottuto brandello d’anima a cui aggrappare le ipocrisie del suo vaneggiare.
Alle tre Anna esce di casa per le sue lezioni di piano. Il Conservatorio è nella zona bene di Genova, tra i filari degli oleandri e gli scorci di mare che s’infilano in mezzo ai palazzi signorili. Oggi ci va a piedi. L’autobus stipato di puzza d’uomo la inquieta e poi ha un urgenza indiavolata di sincronizzare il passo al ritmo del suo respiro ansioso. Nella tasca dei jeans c’è un cellulare in modalità silenziosa. Lo terrà lì, incollato alla coscia tutto il pomeriggio.
Se dovesse vibrare sarebbe un segnale inequivocabile d’amore e lei lo coglierebbe in un baleno.
Durante le lezioni fissa lo sguardo sulle dita degli allievi arrovellarsi sulla tastiera. Li odia quei marmocchi insolenti pieni di ambizioni.
Non sanno, poveri illusi, che si schianteranno al suolo al primo bacio di Giuda.
Alle quattro del pomeriggio la frustrazione raggiunge il livello soglia. La sua coscienza presenta, infida, il conto del passato. Le chiede che ci sta a fare dietro ad una cattedra ad impostare metronomi invece di calcare i seggiolini dei teatri in abito lungo. Era stata un talento precoce, i suoi maestri l’avevano indirizzata alla carriera concertistica, i suoi genitori già si erano visti ricoperti d’onori nei salotti bene dei loro amici. Ma lei soffriva le platee, le facevano sudare le ascelle e i palmi delle mani. Ricorda il concerto al Carlo Felice, quello dei diplomati più meritevoli a termine del percorso accademico. Ricorda che alla fine del concerto gli aloni sotto le ascelle si erano allargati come due enormi chiazze d’olio in mare aperto. Una vergogna, anche se nessuno se ne era accorto. Ed era fuggita tra gli applausi scusandosi come se non potesse più trattenere la pipì.
Ora, a quindici anni di distanza, si sente una vinta; il pianoforte a coda giace come un cetaceo spiaggiato nel salone della casa di campagna. Che fine ha fatto il blasonato genio pianistico? Castrato dalle forbici della sua esacerbata bulimia.
Fa fatica a rimanere seduta, c’è puzza di chiuso e la fronte inizia a pesarle sugli occhi. Sta per perdere il controllo di se stessa. Succede raramente ma quando arriva la piena non la può trattenere. S’alza di scatto, facendo interrompere il viavai di scale della ragazzina al piano. Che sembra guardarla con sufficienza mentre esce dalla sala borbottando una scusa. Fuori c’è un po’ d’aria ad attenderla e una boccata di sigaretta che le penetra dentro come un dolore secco.
Il limite, alle sei e dieci, è stato superato. Lo sa che non può decidere lei quando farsi viva, che non può violare la privacy dell’uomo infedele con la ventiquattrore gonfia d’appuntamenti. Ma a questo punto se ne fotte. Il cellulare è un ferro bollente, la mano suda come a quel concerto.
Ci vorrebbe borotalco, per tamponare tutto, per tappare le narici; affogare di morte dolce e sprofondare nell’amnesia totale.
Un fruscio dietro ad un cespuglio interrompe il flusso dei suoi pensieri; osserva un gatto impigrito che le sfila davanti ostentando una calma irritante. Vorrebbe tirargli il collo a quella bestia dagli occhi di ghiaccio. Poi un sussulto. In mano una vibrazione improvvisa. Sul display un soprannome pronunciato tra i gemiti dell’amplesso, la notte scorsa. E’ il destino a chiamarli all’appuntamento, in quel luogo preciso, secondo coordinate universali ben calibrate. Non c’è dubbio che siano fatti l’uno per l’altra. Quante volte glielo ha ripetuto, scherzando a denti stretti. E ora lui non potrà negare l’evidenza di quel tempismo mistico.
Anna risponde cercando nelle corde vocali un “ciao tesoro” che non tradisca le palpitazioni da attesa spasmodica; che annulli lo spazio del tempo e li ricongiunga con naturalezza in quel discorso sospeso poche ore prima.
Ma le gambe le si fanno gelatina quando dall’altro capo, un’inequivocabile voce femminile ferma l’aria e la sprofonda in uno sgomento senza parole.

Barbara Rossi

Io sottoscritta Rossi Barbara dichiaro che il racconto che ha come titolo “Il gusto amaro del mattino” è frutto del mio ingegno.