_________ALASSIO RESURRECTION_________

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venerdì 29 giugno 2012

4 Pagine in vacanza II edizione


PREMESSA E FINALITA’

“4 pagine in vacanza II” Concorso Nazionale di racconti brevi inediti è promosso da Alassio Resurrection per i cittadini italiani e non. Chi volesse partecipare dovrà presentare un racconto breve che non superi le 4 cartelle (per cartella s’intendono 30 righe, carattere Times New Roman, corpo 12), entro e non oltre il 25/09/2012. I concorrenti dovranno inviare il racconto in formato digitale o in formato cartaceo insieme alle proprie generalità ed alla dichiarazione che il racconto è inedito e frutto del proprio ingegno.

TEMA DEL CONCORSO

Le storie potranno essere di qualsiasi genere narrativo, ma dovranno avere come filo conduttore o come elemento tematico i versi di una canzone di Francesco Guccini :
”..E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d‘ogni cosa.”
“Autogrill”
F. Guccini

GIURIA

L’operato e il giudizio della Giuria è insindacabile. La Commissione giudicatrice è composta da esperti del settore, correttori di bozza, responsabili di libreria e per la seconda edizione saranno chiamati a valutare i racconti le quattro persone premiate l’anno scorso. La task force dei giurati sarà comunicata sul blog di Alassio Resurrection il 2 Agosto 2012.

PREMIAZIONE

La data ed il luogo della Cerimonia di premiazione saranno comunicati attraverso il blog http://alassioresurrection.blogspot.com

PREMI

I premi verranno comunicati il 2 Agosto 2012. Sicuramente fra i premi ci sarà un tablet per lettura di e-book e un week-end ad Alassio.

DIRITTI D’AUTORE

Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al Concorso, non cedono il diritto di pubblicare le opere partecipanti su eventuali antologie, ma solamente sul blog http://alassioresurrection.blogspot.com/, senza avere nulla a pretendere come diritti d’Autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori. La partecipazione al Concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio nominativo e del Premio conseguito su quotidiani, riviste e siti web.

SPEDIZIONI

Per inviare il materiale manoscritto o dattiloscritto si può scegliere una delle seguenti possibilità:
1) Formato doc di word alla e-mail 4pagine2ar@gmail.com, specificando nell’oggetto il nome del concorso: “4 pagine in vacanza II”
2) Manoscritto o dattiloscritto via posta ordinaria all’indirizzo via Privata Schivo 10/1 17021 Alassio (SV), specificando sulla busta il titolo del concorso “4 pagine in vacanza II”, e specificando all’attenzione di Alassio Resurrection
3) Dattiloscritto, brevi manu in busta chiusa con specificato il nome del concorso “4 pagine in vacanza II” e all’attenzione di Alassio Resurrection presso la libreria Mondadori di Alassio.

COME PRESENTARE IL MATERIALE

Gli elaborati dovranno essere presentati nel seguente modo:
1) Prima pagina titolo e a lato o sotto pseudonimo dell’autore
2) A seguire il racconto
3) L’ultima pagina riservata ai dati anagrafici, recapiti, alcune notizie sull’autore e in modo chiaro lo pseudonimo e la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno. Es. : “ Io sottoscritto……………… dichiaro che il racconto che ha come titolo ……………….. è frutto del mio ingegno e il mio pseudonimo è ……………….”

RISULTATI

Gli autori finalisti saranno avvisati telefonicamente o per e-mail. I risultati successivamente verranno pubblicati sul blog http://alassioresurrection.blogspot.com

NOTA

I concorrenti che non si saranno attenuti al presente regolamento saranno esclusi dal concorso.

INFORMATIVA

Ai sensi della legge 675/1996 e successive integrazioni del D. Lgs. 196/2003. Il trattamento dei dati, di cui garantiamo la massima riservatezza è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso “4 pagine in vacanza”. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo ed i titolari potranno richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica inviando una email 4pagine2ar@gmail.com

IMPORTANTE

Il termine ultimo è il 25 settembre 2012 alle 24:00, tutto il materiale pervenuto oltre quella data non sarà preso in considerazione.
La partecipazione al concorso è completamente gratuita, non richiediamo, né richiederemo in futuro nessuna somma di danaro.
Saranno comunicati solo i primi tre classificati, la giuria e Alassio Resurrection si riservano la possibilità di segnalare e premiare alcuni racconti significativi con una menzione speciale. Variante che sarà comunicata eventualmente.

martedì 22 maggio 2012

Concorso "4 minuti alla fine del mondo" ecco la giuria




Il concorso per trailer cinematografici “4 minuti alla fine del mondo” organizzato da Alassio Resurrection sta volgendo al termine, la scadenza, fissata per il 31 maggio, incombe. Sono arrivati parecchi video e alcuni sono veramente originali. Vista la portata del concorso e la visibilità raggiunta abbiamo deciso di comunicare la giuria. La partecipazione al concorso è gratuita e così i giurati che hanno deciso di collaborare con noi lo faranno a titolo gratuito. Possiamo annoverare alcuni personaggi di spicco della cultura e della cinematografia a livello nazionale e siamo orgogliosi perché per l’ennesima volta possiamo rilevare che l’autentica passione vale più di qualsiasi compenso. La premiazione si svolgerà nel mese di Novembre.
Ecco i giurati:
Il presidente di giuria sarà il Dott. Trovato (laureato in Lettere a Bologna, ha insegnato all’Università della Calabria Semiologia dello spettacolo e a Genova Storia del teatro e dello spettacolo e Storia del teatro rinascimentale. Nel 1997 è stato insignito del Premio Città di Genova per la cultura. Dal novembre 2005 al novembre 2007 è stato Direttore della Biblioteca del Polo Imperiese.  E' stato Presidente dei corsi di laurea in DAMS e in Scienze dello spettacolo dal 2008 al 2011. È professore Associato nell’Università di Genova e insegna Drammaturgia: melodramma, commedia e tragedia nel Rinascimento e nel Barocco. Ha curato sette edizioni critiche di inediti del teatro italiano fra ’500 e ’900, un lungo saggio sul teatro in Liguria del ’900, un volume sui manoscritti francesi di argomento teatrale esistenti presso una Biblioteca di Bologna e due monografie. Ha curato l’edizione di cinque pièces del Rinascimento in un volume imperniato sulla figura dell’ecclesiastico. Si è occupato di un regista italiano e di quindici commediografi italiani e dialettali, dal ’600 ad oggi, nonché di uno italo-americano. Nel settore della drammaturgia dell’attore, è autore di un volume e di due saggi. Principali linee di ricerca: il teatro italiano del ’500, Albergati Capacelli e Goldoni e la critica teatrale sui periodici liguri dell’800).
Il giovane regista Guido Colla (Guido Colla nasce ad Albenga il 1/10/1975. Cresce e studia in Liguria e completa la sua formazione a Bologna, Imperia e Roma. Fa numerose esperienze nel ruolo di assistente casting, assistente alla regia, aiuto regia. Di seguito alcuni progetti a cui ha lavorato come:
- Il paese delle spose infelici – regia Pippo Mezzapesa – AIUTO REGIA
- Il sale della vita – regia Gianni Di Gregorio – AIUTO REGIA
- Uno a zero per me – (cortometraggio) – REGIA
- La passione – regia Carolo Mazzacurati – SECONDO AIUTO REGIA
- Lo spazio bianco – regia Francesca Comencini – ASSISTENTE ALLA REGIA
- Ombre rosse – regia Citto Maselli – AIUTO REGIA E CASTING
- Sangue pazzo – regia Marco Tullio Giordana – I ASSISTENTE ALLA REGIA
- Appuntamento a ora insolita – regia Stefano Coletta – AIUTO REGIA E CASTING
- Notturno bus – regia Davide Marengo – ASSISTENTE ALLA REGIA
- Jimmy della collina – regia Enrico Pau – AIUTO REGIA E CASTING
- Gemelline – (cortometraggio) regia Filippo D’Antoni – AIUTO REGIA
- Liscio – regia Claudio Antonini – ASSISTENTE ALLA REGIA, ASSISTENTE AL CASTING
- Provincia meccanica – regia Stefano Mordini – ASSISTENTE ALLA REGIA, ASSISTENTE AL CASTING
- E’ come uccidere – (cortometraggio) regia Silvio Soldini – ASSISTENTE ALLA REGIA
- The white masai – ASSISTENTE AL CASTING
- L’amore ritrovato – regia Carlo Mazzacurati – ASSISTENTE ALLA REGIA, ASSISTENTE AL CASTING
- Lettere dal Sahara – regia Vittorio De Seta – ASSISTENTE AL CASTING
- Sbarco dei turchi (ricostruzione teatrale) con il patrocinio della Regione Liguria – REGIA

Nicolò Puppo membro di Alassio Resurrection, videomaker ed esperto fotografo.
Fabrizio Gallo membro di Alassio Resurrection, designer, videomaker ed esperto di cinema.
Infine Giorgio Schivo e Andrea Ghigliazza anche loro di A.R. si occuperanno dei comunicati e di tutta la parte tecnica del concorso.
Buona fortuna a tutti i partecipanti!
A.R. staff

giovedì 5 aprile 2012

Non solamente una pista ciclabile.....







“Un buon progetto deve tener conto di tutte le variabili e deve essere inserito all'interno di un sistema-ambiente in modo totale. Ergo l’inserimento di un oggetto come nella fattispecie una pista ciclabile, in un contesto deve prendere in considerazione il sistema nella sua completezza, analizzando la circolazione, gli abitanti, le strutture presenti e le esigenze generali e particolari, insomma ogni parte del sistema stesso”.

Questo è il modo di pensare un progetto di pista ciclabile che propone l’arch. PhD A. Meda, che ha deciso di regalare al comune di Alassio e all’attuale amministrazione un vero e proprio studio sulla nostra città, collocando nel modo più puntuale e attento un percorso ciclabile che possa attraversare il paese potenziando al meglio il transito delle biciclette, dei veicoli a motore, dei pedoni, in tutta sicurezza e pensando ovviamente nel disegno d’insieme a utilizzare al meglio gli spazi residuali e gli eventuali parcheggi persi a vantaggio di spazio esclusivamente dedicato ai pedoni. Quindi più spazio per gli abitanti e i turisti e possibilità di implementare i posti a parcheggio.

Il progetto è un modo diverso e futuribile di pensare Alassio. Avremo maggiori spazi per abitanti e turisti e le piazze torneranno ad essere punto di aggregazione e non più ricovero per veicoli a quattro ruote. L’esempio è un modus cogitandi che deve essere una reale nuova immagine di vedere il paese e un nuovo modo di pensare i progetti. Non piccoli interventi a macchia di leopardo senza continuità, ma un’ottica progettuale capace veramente di trasformare Alassio non nella città che fu, ma in ciò che sarà. Seguendo il disegno e il pensiero dell’arch. Meda avverrà una vera e propria rivoluzione, con costi ridotti e sicuramente con cambiamenti radicali. Questo vuol dire guardare al futuro, questo vorrebbe dire realizzare un sogno: pista ciclabile per tutta la città, alcune zone molto ampie solo pedonabili, circolazione limitata nelle zone non addetta ai veicoli solo in alcuni orari a velocità molto ridotta, organizzare la città e l’urbanistica in grado finalmente di valorizzare la città e le sue vie. Una novità che ci renderebbe unici e inimitabili e soprattutto confermerebbe che un progetto svolto con pertinenza e coscienza tecnica all’avanguardia può dare a noi cittadini la sensazione smarrita di vivere in un luogo leggendario come è sempre stato. Il progetto può essere realizzato in piccoli passi ma ogni operazione di fattibilità sarebbe guidata da un piano generale e totale che  prenderebbe forma in modo programmato così da non trovarsi impreparati di fronte alle prime difficoltà. L’idea di Alassio ciclabile sarebbe anche un contenitore capace di accogliere ogni eventualità accessoria: interscambio dal mezzo privato a quello pubblico o bicicletta, bike-sharing, taxi-bike, centro intermodale di distribuzione merci tramite veicoli ecosostenibili, ecc... tutto  per aumentare la qualità, la funzionalità e il benessere degli utenti finali.
 

Per ulteriori approfondimenti:
Progetto pista ciclabile
Linee guida piste ciclabili

giovedì 22 marzo 2012

CENAFORUM III edizione

Martedì 27 Marzo ore 20,00 Trattoria Borgo Coscia, piazza san Francesco 1

scusate ma abbiamo il grafico in vacanza


Prenotazione obbligatoria al 338xxxxxxx

venerdì 17 febbraio 2012

Da IVG del 17 Febbraio 2012: "Piovono video per il concorso 4 minuti alla fine del mondo di Alassio Resurrection"


Alassio. Il concorso per trailer “4 minuti alla fine del mondo” organizzato da Alassio Resurrection sta conquistando il web. “Sono già arrivati i primi video nonostante la scadenza sia ancora lontana: 30 maggio 2012 – raccontano i promotori dell’iniziativa -. Abbiamo riscontrato molta disponibilità e collaborazione da parte di diversi siti internet del settore e blog dedicati al cinema e al cinema inedito”.
“Il concorso è una vera e propria novità ed è stata accolta con entusiasmo. Grazie alla grande visibilità ricevuta e alla mole di lavoro organizzativo svolto, vogliamo segnalare tre novità dell’ultima ora: possiamo annoverare nella nostra giuria di qualità un docente universitario e un regista professionista; abbiamo dovuto assumere una traduttrice in lingua inglese per rispondere alle molte mail che arrivano dall’estero e per tradurre il regolamento; un istituto di credito bancario ingauno si offerto di farci una donazione per acquistare i premi. Fantastico” aggiungono da Alassio Resurrection.
“Comunicheremo dopo il primo di marzo 2012 i nomi dei giurati, il nome della banca che ha deciso di sponsorizzarci e anche il nostro organo addetto alla traslazione dei testi. Ricordo che il concorso è aperto fino al 30 maggio 2012, è completamente gratuito, tutte le istruzioni sono disponibili sul blog o sulla pagina di facebook di Alassio Resurrection e per chi volesse contattarci per qualsiasi proposta o richiesta la nostra mail è concorsiar@gmail.com” concludono gli organizzatori.

mercoledì 18 gennaio 2012

Concorso "4 Pagine in Vacanza" quarto classificato



DITA IN BOCCA

Alassio. Dieci gennaio duemilanovantacinque. Ore undici e trenta. È una tiepida mattina di inizio inverno. Il cielo è perfettamente azzurro, pulito da un vento costante ma non fastidioso. Il mare è increspato e rifrange il sole creando uno sconfinato spettacolo di luce. I gabbiani sono fermi in aria con le ali distese.
In corrispondenza della Chiesa di Sant’Anna la via dei negozi si interrompe aprendosi verso l’orizzonte. In questo slargo ci sono cinque grandi panche circolari in legno di larice. Qui le persone rallentano, si fermano e si incontrano.
Lui è seduto sulla panca più vicina alla spiaggia e volge lo sguardo a ponente. All’incirca ha novant’anni. I suoi occhi verdi sono mezzi chiusi, infastiditi dall’esagerata luminosità. Le sue tempie senza capelli sono intagliate di rughe. È assorto. Forse è preoccupato per qualcosa.
Lei è seduta sulla panca accanto al chiosco e il suo sguardo è rivolto a levante. Anche lei ha circa novant’anni. I suoi occhi neri sono completamente aperti nonostatnte la luce intensa. Il vento le scompiglia i ricci sbattendoglieli sul viso. E’ tranquilla. Apparentemente serena.
Sono uno di fronte all’altra da circa venti minuti. Sono distanti poco più di tre metri ma ancora nessuno dei due ha notato l’altro.
Un forte rumore di metallo giunge improvviso dalla strada. D’istinto entrambi muovono la testa verso quel fracasso. I loro sguardi per un istante si incrociano e generano legami chimici, creano energia magnetica. Un vento elettrostatico ha sbattuto a terra un cavalletto pubblicitario in alluminio. È un vento galeotto, intermediario d’amore. I sentimenti hanno così ritrovato vie dimenticate ma già percorse, e corrono veloci.
Lei ora appoggia il mento sulla spalla sinistra e chiude gli occhi. Volutamente, con malizia. Sembra addormentata. In realtà è in attesa, come un predatore. Tende la sua trappola.
Lui è attratto, rapito. La guarda con le palpebre socchiuse, per non farsi scoprire. La trova perfetta, al cento per cento.
Lei sente sulla pelle quello sguardo, caldo e furtivo. Capisce d’aver catturato la preda. E’ soddisfatta, compiaciuta. Di scatto allora riapre gli occhi.
Lui è colto di sorpresa e abbassa il capo, arrossendo. Trascorrono alcuni secondi.
Quando lui alza nuovamente lo sguardo lei sorride. Lui si gira pensando che quel sorriso sia per qualcun altro. Dietro non c’è nessuno. Tituba. Con imbarazzo ricambia poi il sorriso.
Sono trascorsi circa venti minuti. Sono sempre seduti una di fronte all’altro, più o meno a tre metri di distanza. Ora però si guardano e si sorridono, con spontaneità, come se si conoscessero da cent’anni.
D’un tratto lei diviene inaspettatamente seria e fa un profondo respiro. Comincia a fissarlo intensamente, con occhi di sfida. Alza lentamente la mano destra e punta l’indice verso di lui. Poi esegue un movimento rotatorio con la mano, come se stesse raccogliendo col dito qualcosa nell’aria. Quindi si infila per intero l’indice in bocca e comincia a succhiarlo.
Lui è sbalordito, piuttosto infastidito. Non riesce a comprendere il significato di quel gesto sfrontato.
Passano alcuni minuti.
Lei continua a succhiare, e ricomincia a sorridere. Succhia e sorride, succhia e sorride.
Lui è ancora più confuso.
Lei allora spalanca gli occhi come per dire Eddai, svegliati!
Ma lui non capisce. Poi, un’intuizione. Il suo sguardo viene scosso da un lampo. È come se avesse improvvisamente riconosciuto in quel gesto insolente e sfacciato un’ancestrale ritualità. Anche lui ora sorride, convinto. Solleva lentamente la sua mano destra, finge di cogliere con l’indice qualcosa dall’aria e si infila il dito in bocca, succhiandolo. Succhia e sorride, succhia e sorride.
Succhiano e sorridono, succhiano e sorridono.
Il loro sorriso diventa una risata incontenibile, irrefrenabile. Ridono e ridono. Ridono a lungo, fino alle lacrime. Poi, piano piano, smettono. Il vento soffia. In silenzio si guardano negli occhi e il tempo intorno a loro si ferma. Nei loro sguardi si riflette il mare e risplende il sole.
In certi sguardi s’intravede l’infinito.

Alassio. Ventuno agosto duemilacinque. Ore nove e trenta. È una calda mattina di fine estate. Il cielo è tendenzialmente sereno, non c’è vento ma afa. Il mare è liscio e trasparente. I gabbiani volano precisi.
Giacomo è seduto sulla sdraio, sotto l’ombrellone. Ha quattro anni e mezzo. Ha i capelli corti e chiari. I suoi occhi sono verdi, quasi gialli.
Sta guardando fisso verso i gradini in cemento dell’ingresso alla spiaggia. È in attesa, fermo immobile da almeno mezz’ora. Impaziente.
D’improvviso si alza e corre verso la scala.
Irene è lì, dritta in piedi in cima ai tre gradini di cemento. Lei ha quasi cinque anni. Ha occhi neri e furbi. I suoi capelli sono scuri e riccioluti.
Con due balzi Irene è addosso a Giacomo. Lo abbraccia con forza e lo bacia.
Ora sono letteralmente incollati l’una all’altro, guancia contro guancia.
Irene prende Giacomo per mano e lo porta in riva al mare. Con due palette di plastica scavano una buca tanto profonda da trovare l’acqua. Ne sono orgogliosi. Poi ci mettono dentro i piedi e li ricoprono fino alle ginocchia. Sotto la sabbia umida i loro alluci si sfiorano. Giacomo e Irene sentono solletico, si guardano e sorridono. Lui arrossisce e abbassa lo sguardo.
Ora si alzano in piedi. Hanno le gambe ricoperte di sabbia ma non si puliscono.
Decidono di raccogliere conchiglie e le cercano dove le onde si rompono sulla spiaggia. Là ce ne sono un’infinità. Ne trovano più di cento. Le conchiglie sono molto piccole, perlopiù bianche e lisce. Poche hanno le linee in rilievo marroni, sono le più preziose. Alcune hanno un buchino perfettamente circolare. Sembra fatto apposta per infilarci una cordicella.
Possiamo fare una collana lunghissima!, dice Irene.
Giacomo annuisce.
Fa caldo.
È finalmente giunta l’ora di fare il bagno.
Irene ha un costume rosso. Giacomo ha i braccioli gialli. Corrono a tuffarsi. Si immergono. Si spruzzano. Giocano. Sono felici, spensierati.
Adesso escono e vanno a farsi la doccia. L’acqua è fredda. Si tolgono in fretta il sale. Si asciugano.
Sono le undici e trenta. Il tempo corre troppo velocemente.
Ora sono sotto l’ombrellone, avvolti nei loro accappatoi colorati. Sono seduti una vicino all’altro. Irene ha sulle ginocchia un pacchetto, apparentemente di grande valore. È un tovagliolo di carta bianco risvoltato più volte su qualcosa.
Ogni mattina arriva questo momento, un rito atteso e amato a dismisura.
Giacomo e Irene si guardano seri e insieme fanno un respiro profondo.
Cominciano.
Lentamente Irene scosta i lembi del tovagliolo, con estrema attenzione. Dentro ci sono due piccole confezioni rettangolari di plastica bianca.
Sono monoporzioni di crema alle nocciole rubate da Irene al buffet mattutino dell’albergo.
Irene ne porge una a Giacomo, con affetto.
Ora si guardano vogliosi e aprono le scatolette togliendo la protezione metallica. Con un movimento rotatorio della mano infilano poi l’indice destro nella crema ormai liquida per il caldo e si portano il dito alla bocca. Cominciano a succhiare. E sorridono.
Intingono, succhiano e sorridono. Intingono, succhiano e sorridono.
Alla fine hanno il viso completamente sporco di crema alle nocciole. Si guardano e scoppiano a ridere. La loro risata è incontrollabile, fragorosa. Ridono così tanto da farsi quasi la pipì addosso. Poi smettono, sfiniti. E il tempo si ferma. Nei loro sguardi si specchia il mare e si intravede il cielo.
È in certi sguardi che si nasconde l’infinito.
-
Oggi , purtroppo, sia per Giacomo che per Irene è l’ultimo giorno di vacanza.
Entrambi non sono pienamente consapevoli che domani non potranno trascorrere la giornata insieme.
Giacomo e Irene non sono soprattutto consci del fatto che non si rivedranno più.
Per quasi cento anni.
Alassio. Dieci gennaio duemilanovantacinque. Ore dodici e cinquanta.
Irene ora si è seduta accanto a Giacomo.
Lui ha il palmo della mano destra appoggiato alla panca.
Lei con il mignolo sinistro gli sfiora le dita, teneramente.
Hanno gli occhi chiusi e il viso rivolto al sole.
Stanno assaporando fino in fondo questo momento, inconsciamente atteso da quasi cento anni.
È una tiepida mattina di inizio inverno. Il cielo è di un azzurro perfetto, pulito da un vento costante ma non fastidioso. Il mare è increspato e riflette il sole creando uno sconfinato spettacolo di luce. I gabbiani sono fermi in aria, hanno le ali distese.
Dal chiosco giungono le parole di una vecchia canzone, la musica è dolce e malinconica.
...ma…
...non è l’amore che va via…
…il tempo sì…

Autore: Mauro Molteni

sabato 14 gennaio 2012

Speriamo bene



Speriamo che quest'anno vada meglio.....
Speriamo che i turisti quest'anno siano un po' più numerosi....
Speriamo che quest'anno non venga il temporale a portarsi via il paese come alle cinque terre...
Speriamo che quest'anno la finanza non venga a fare i controlli come a Cortina
Speriamo che le tasse siano un po' meno quest'anno
Speriamo che non venga la mareggiata a far vedere cosa c'è sotto
Speriamo che venga riaperto il molo
Speriamo che dopo i tanti “largo ai giovani” quest'anno sia la volta buona
Speriamo si liberi un posto
Speriamo di arrivare a fine mese
Speriamo di vincere gli europei
Speriamo di non ricevere troppe critiche
Speriamo di trovare un parcheggio
Speriamo ci paghino al più presto
Speriamo di trovare una casa
Speriamo che la banca ci faccia il mutuo
Speriamo di trovare un lavoro
Speriamo che non mi tolgano la spiaggia
Speriamo bene............

Alassio....... prima settimana di Gennaio 2012. Frasi da bar.........

giovedì 5 gennaio 2012

Istruzioni Upload video per il concorso 4 Minuti alla fine del mondo




http://www.youtube.com/watch?v=_jI2xgHo6zU


‎1. Accedere al sito www.youtube.com


2. Accedere con il proprio account, in alternativa crearne uno nuovo

3. Effettuato l'accesso, andare su "carica video"

4. Cliccare su "seleziona file dal tuo computer"

5. Compilare nel seguente modo:

- Titolo: titolo del vostro trailer

- Descrizione: il soggetto

- Tag: inserire 4 minuti alla fine del mondo, Alassio Resurrection

- Categoria: a vostra discrezione

- Privacy: Cliccare su "Privato"

- Licenza: a vostra discrezione

6. Terminato il caricamento vai su "guarda" per verificare che l'upload sia andato a buon fine

7. Dopo andare sul nome account, nella barra in alto e nella suttocategoria "gestione video"

8. cliccare su "modifica informazioni" situato sotto la miniatura del video

9. controllare le informazioni inserite ed eventualmente modificarle

10. andare nella sezione "privacy" e cliccare su "privato"

11. inserire nella casella di testo sottostante l'email concorsiar@gmail.com

12. infine salvare le modifiche e chiudere.

giovedì 22 dicembre 2011

Ecco i primi trenta classificati alla prima edizione del concorso letterario “4 Pagine in Vacanza”


  1. Cash                                                                               Giulia Manno
  2. I ricordi del crepuscolo                                                Luca Orlandi
  3. Il gusto amaro del mattino                                          Barbara Rossi
               Ruba Acqua           ( Premio Speciale )                Francesco Vasco
  1. Dita in bocca                                                          Mauro Molteni
  2. Biscette magiche in mani sbagliate                Davide Geddo
  3. Fino a che ci sei tu                                              Marco Bottoni
  4. Lapis                                                                      Emanuele Finardi
  5. Espiazione                                                             Manola Pieruccioni
  6. La buca                                                                   Lorenza Negri
  7. Gennaio è passato                                              Mariapia Fornasier
  8. Un'ottima giornata                                              Roberta Rotondi
  9. Un Omicidio di Troppo                                        Giacomo Fui
  10. Uno strano pomeriggio                                      Paola Bernardini
  11. La lettera d'amore – Alassio                             Maria Teresa Cipri
  12. Piccola storia di un amore grande, ad Alassio         Gabriella Gilli
  13. E' arrivato il momento                                        Pierpaolo Bonante
  14. Anorex¡a                                                               Franca Tamai
  15. La pericolosa fragilità delle certezze            Marcella Gemelli
  16. Scintille                                                                 Livio Colati
  17. Sull'Amore per la Verità                                   Daniele Cannizzaro
  18. Una Legnano nera                                            Silvia Invernizzi
  19. Lo stesso spazio                                               Eugenia Bartoccini
  20. coppa di ciliegie                                                 Simona Aiuti
  21. I soliti tradimenti                                                Alida Pellegrini
  22. Vuoto a perdere                                                  Francesca Aliperta
  23. L'amore resta sveglio                                        Cristina Cornelio
  24. L'amore di zia                                                      Marzia Pierini
  25. Lettera per un amore                                        Caterina Romano
  26. Il bucato Emanuela                                           Rotta Gentile
  27. Always                                                                 Francesca Faramondi
Grazie a tutti i novantacinque partecipanti l'appuntamento ovviamente è alla prossima edizione!

lunedì 19 dicembre 2011

REGOLAMENTO PARTECIPAZIONE AL CONCORSO PER TRAILER CINEMATOGRAFICI INEDITI "4 MINUTI ALLA FINE DEL MONDO"






Concorso nazionale per trailers, titolo: “ 4 minuti alla fine del mondo ”.
Termine ultimo di consegna 31/05/2012
Il tema, il soggetto e il genere è completamente libero, la durata massima è di quattro minuti.
La partecipazione è gratuita.
Per partecipare e iscrivere il trailer è semplice: bisognerà compilare la scheda di partecipazione, scaricabile dal bando e caricare il filmato su youtube nel canale specifico del concorso 4MAFDM.
Il concorso è aperto a tutti, filmakers professionisti o amatori, la giuria sarà formata da personaggi di spicco del cinema e della cultura italiana. I premi e la giuria saranno comunicati dopo il primo di marzo 2012, il premio sicuramente più prestigioso sarà la visibilità che avranno le opere premiate e anche la possibilità di proseguire il progetto solo accennato in 4 minuti di trailer. L’associazione Alassio Resurrection patrocinatrice del concorso, è molto interessata alla promozione di vere e autentiche novità provenienti da ogni parte del mondo. Importante per produrre un progetto credibile e autentico è l’idea e il soggetto, e successivamente un buon impegno tecnico che ovviamente sarà migliorabile con l’esperienza. Il mondo sta cambiando,  proprio adesso che sta per finire … 4 minuti sono sufficienti per muoversi nel tempo che ci resta e fare la differenza. La premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre 2012 alla presenza della giuria, della associazione organizzatrice e di un pubblico che potrà assistere alla prima visione dei tre classificati. La giuria si riserva la possibilità di segnalare e assegnare alcuni premi speciali per lavori degni di nota che non si saranno classificati sul podio. 
Link utili:

Bando                  Bando in Italiano

Canale youtube    http://www.youtube.com/user/4MAFDM/videos

E-mail                  concorsiar@gmail.com

Facebook            http://www.facebook.com/4MinutiAllaFineDelMondo


Ammissibilità concorrente

La partecipazione al concorso è aperta a tutte le persone maggiorenni, gruppi, studi professionali ecc... è vietata la partecipazione a organizzatori del concorso, membri della giuria e loro diretti familiari.
Nel caso il partecipante sia un  minorenne il modulo di domanda deve contenere il nome e le informazioni di contatto di un genitore o tutore.
Nel caso i partecipanti siano due o più persone, indicare i dati di un responsabile.

Requisiti del trailer

Nessun accordo di distribuzione: non possono partecipare al concorso trailer che promuovono un film che si è già assicurato un contratto di distribuzione.

Tema


Completamente libero, sia il tema, sia il genere, sia il soggetto.

Concept


Il trailer deve promuovere un film, un film documentario, o una web-serie non ancora prodotta. Nella scheda di iscrizione alla voce breve sinossi e al momento del caricamento del video su youtube alla vove descrizione   è necessario includere una “logline” (un riassunto di 100 parole) che descriva il film, documentario, serie web, promosso dal trailer.

Genere

Il trailer può rappresentare qualsiasi genere, ad esempio, animazione, commedia, documentario, dramma, fantascienza, horror, thriller ecc...

Lunghezza

Per rimanere negli standard internazionali il trailer non deve superare i 4 minuti.

Lingua

Se i dialoghi e/o i titoli nel trailer non sono in italiano, fornire i sottotitoli in italiano.

Titolo

Il titolo del film, documentario, serie web, ecc.. deve comparire nel trailer. Si consiglia di includere l'indirizzo e-mail o indirizzo web (URL) alla fine del trailer in modo che produttori o coloro che desiderano contattarti possano farlo.

Originalità

Almeno l'80% del trailer (misurato come tempo) deve essere di materiale originale. Fino al 20% può essere “stock footage”, cioè filmati girati da qualcun altro per uno scopo diverso dal trailer, ma è necessario avere ottenuto l'autorizzazione per l'utilizzo audiovisivo.
Nota: I documentari non sono vincolati dalla regola originalità, ma deve avere il permesso per tutti i filmati utilizzati.

Copyright


Se si utilizza qualsiasi materiale protetto da copyright di proprietà di terzi, è necessario avere scritto il permesso di usare quel materiale. L'autore sottoscrivendo l'iscrizione accetta tutte le regole e manleva 4MAFDM da qualsiasi problema riguardante i diritti d'autore, assumendosene piena responsabilità.

Iscrizione


Compilare la scheda di partecipazione in tutte le sue parti situata al fondo del documento ed inviarla via e-mail come allegato a concorsiar@gmail.com


Istruzioni upload filmato

Questo sistema è stato adottato per ottimizzare al meglio il lavoro della giuria. Per tutta la durata del concorso solo la giuria potrà visionare i filmati caricati su youtube.

1. Accedere al sito www.youtube.com
2. Accedere con il proprio account, in alternativa crearne uno nuovo
3. Effettuato l'accesso, andare su "carica video"
4. Cliccare su "seleziona file dal tuo computer"
5. Compilare nel seguente modo:
   - Titolo: titolo del vostro trailer
   - Descrizione: il soggetto, è la vostra logline
   - Tag: inserire 4 minuti alla fine del mondo, Alassio Resurrection
   - Categoria: a vostra discrezione
   - Privacy: Cliccare su "Privato"
   - Licenza: a vostra discrezione
   - Terminato il caricamento vai su "guarda" per verificare che l'upload sia andato a buon fine
   - Dopo andare sul nome account, nella barra in alto e nella suttocategoria "gestione video"
   - cliccare su "modifica informazioni" situato sotto la miniatura del video
   - controllare le informazioni inserite ed eventualmente modificarle
   - andare nella sezione "privacy" e cliccare su
 "privato"
   - inserire nella casella di testo sottostante l'email concorsiar@gmail.com
   - infine salvare le modifiche e chiudere.

Nota importante


Una volta eseguita questa operazione bisogna attendere qualche giorno, una mail di risposta vi assicurerà la buona riuscita dell'operazione, se entro 7 giorni non si riceve niente siete pregati di ripetere l'operazione.





SCHEDA DI PARTECIPAZIONE 2012 -ENROLLMENT FORM
(Da compilare in ogni sua parte in stampatello e inviare via E-mail come allegato a concorsiar@gmail.com / Attach this form and send to concorsiar@gmail.com)

Dati dell'autore/Director

Nome/Name__________________________________________________________________

Cognome/Surname_____________________________________________________________

Data di nascita/Date of birth___________________________________________________

Indirizzo/Address______________________________________________________________

CAP Città Provincia/City________________________________________________________

Tel /FAX/Telephone____________________________________________________________

Email________________________________________________________________________

Dati del TRAILER:

Titolo dell'opera/Titele of the film__________________________________________________

Anno di realizzazione/Year of production____________________________________________

Durata/Lenght________________________________________________________________

Titoli brani musicali utilizzati/Soundtrack_____________________________________________

Autore dei brani musicali/Soundtrack author__________________________________________

Breve sinossi/Synopsis__________________________________________________________

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____________________________________________________________________________

L'autore dichiara di essere titolare di tutti i diritti di utilizzazione dell'opera, nessuno escluso, che i contenuti della stessa non violano le leggi vigenti ne i diritti di alcuno e che l'opera non presenta contenuti a carattere diffamatorio. In ogni caso il mittente esenta l'organizzazione da ogni responsabilità per il contenuto del trailer proiettato in pubblico.
L'autore autorizza la proiezione dell'opera durante le serate della rassegna ed eventuali altre rassegne legate al concorso.
(By applyng to the competition, every authour gets responsible for the content of his hown work. The organization hold, totally of partially, the authorization to screen any work that have been selected for the promotion of festival.)


Accettazione del bando di partecipazione/Acceptance of enrollment form
L'autore dichiara di aver letto il bando di partecipazione e l'accettazione in ogni sua parte.
(Partecipation in the festival implies the complete acceptance of the rules and regulation stipulated herein in all of their details and clauses.)

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Trattamento dei dati personali/Treatment of personal data
Il/la sottoscritto/a autorizza gli organizzatori di “4 minuti alla fine del mondo”, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche e integrazioni, al trattamento anche informatico dei dati personalie ad utilizzare le informazioni inviate esclusivamente per gli usi connessi al concorso e alle manifestazioni collegate, dichiarandosi edotti in ordine ai loro diritti inerenti il trattamento dei dati stessi ai sensi degli art. 7 e seguenti del D.lgs 196/2003.
(I agree to the use of my personal data for any reason connected with the competition. The information kept in the electronic archive will be used only to send informative material. In appliance of the law 196/03 on the usage of personal data.)

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“Io sottoscritto/The undersigned
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giovedì 17 novembre 2011

Una "Storia" vera





Alassio. Novembre. Lunedì sera, piazza Partigiani.
 E' una di quelle sere che se parti dalla Fenarina, arrivi al Torione e ritorni alla Fenarina non incontri anima viva, un po' come diceva Conte “nemmeno  un prete per chiacchierar”.
Eppure in piazza Partigiani c'è fermento, quella sera in piazza ad Alassio l'Europa ci ha fatto visita, il mondo ha deciso di inglobarci, ad un tratto siamo parte degli eventi,  scusate se insisto ma vorrei che capiste bene, quel maledetto lunedì ad Alassio in piazza c'erano........... trenta indignados! 
Cazzo, quelli veri! 
Non i ragazzi del Brixton o quelli arrivati da Genova o da Torino qui parliamo di francesi, spagnoli, poi c'era qualche tedesco, due di Roma non so bene, insomma in tutto una trentina di Indigados in piazza Partigiani ad Alassio a Novembre.
C'erano anche quattro volanti della polizia, il consigliere di minoranza Jan Casella e basta, magari uno in giro col cane direte voi... no! Uno dal balcone... no! Loro e basta.
I ragazzi nel pomeriggio hanno avuto la bella idea di far visita al commissariato, dichiarare di voler passare la notte in piazza e tanti saluti, sono in viaggio da mesi e saranno in viaggio ancora per qualche mese, ovviamente è come andare a segnalare di voler fare i tuffi dal molo. Quella sera il consigliere jan Casella è li per caso, il clima è un po' come quello sul ponte di brooklyn o in piazza a wall street, Madrid, Parigi, la Storia è li in piazza e anche  Alassio, per quanto riguarda questo capitolo, avrà il suo paragrafo. Diversamente però (e fortunatamente) la polizia cerca la mediazione, si arriva a un accordo jan convince gli Indignados a ragionare, chiama degli amici per dare una mano e grazie a tre utilitarie e tanta pazienza si caricano i carrelli con i viveri, i sacchi a pelo, le coperte e il gruppo viene sistemato nel palazzetto.... fine della storia.
Il giorno dopo sui giornali e su internet non leggo niente, nada, è andata così questa storia finisce così... morale: se vi dovesse capitare di indignarvi assicuratevi prima che ci sia qualcuno nei paraggi o comunque.... lasciate perdere Alassio a Novembre.

A.R.

mercoledì 9 novembre 2011

Articolo tratto da: http://www.modena2000.it/2011/11/03/un-carpigiano-premiato-al-concorso-letterario-nazionale-4-pagine-in-vacanza-organizzato-ad-alassio/


Un carpigiano premiato al concorso letterario Nazionale “4 Pagine in Vacanza” organizzato ad Alassio


Luca Orlandi 31 anni di Carpi, con il racconto breve “I Ricordi del Crepuscolo” si classifica al secondo posto del concorso letterario “4 Pagine in Vacanza” organizzato da AlassioResurrection associazione culturale di Alassio, famosa cittadina turistica ligure.
"L’autore si è distinto per lo stile narrativo sofisticato e l’originalità dell’ambientazione storica aggiudicandosi una cenetta e pernottamento valido per due persone nella nostra bella cittadina" ci fanno sapere da Alassio e ancora "il concorso ha avuto un grande riscontro, i racconti ricevuti sono stati più di 90, provenienti da tutta Italia, ciò a dimostrazione di come la passione possa ancora muovere gli animi, anche in considerazione del fatto che i premi non erano cospicui e non in denaro".



venerdì 28 ottobre 2011

Concorso "4 Pagine in Vacanza" Premio speciale

RUBA ACQUA

Mi ci vorrà il periodo di una vita per dirti che ti amo.
I grilli parlanti sfrattati dal pendolo si son trasferiti in pancia e si fanno sentire mentre i ragni ingannano il sole tessendo linee sulla meridiana.
Sui fogli a quadri i numeri scappano dalle gabbie e non tornano più, sui fogli a righe le parole che riesco a scriverti sbattono contro il soffitto.
Una sigaretta son sette minuti, il bicchiere è una clessidra e queste righe pause tra i tuoni.
Nel sogno senza stagioni ti raccogli i capelli con le lancette che mi fanno dannare e con le dita mi sfiori la schiena per disegnare lettere che fanno il tuo nome.
Dall'acqua alla terra sorretto da venti e sospiri, dalla mia porta alla tua a vele piegate con il tuo profilo in gola.
Mi sveglio con il buio appeso in fronte e intorno tutto ciò che rimane è luce nelle pieghe del lenzuolo, quel che vorrei creare e non posso.
Ora ti vedo: definitiva, netta, essenziale come le mute nubi e i silenzi tra ebano e avorio.
Sconto gli anni stretto tra un calendario e un frigorifero vuoto mettendo la tua voce sotto la lingua per provare a guarire.
Ti regalo un orologio automatico, una sedia a dondolo e i miei occhi, tutte cose che si muovono solo se ti muovi tu.

Francesco Vasco

Io sottoscritto Vasco Francesco dichiaro che il racconto che ha come titolo “Ruba Acqua” è frutto del mio ingegno.

giovedì 27 ottobre 2011

Concorso "4 Pagine in Vacanza" terzo classificato

IL GUSTO AMARO DEL MATTINO

Il gatto ingellato e incravattato è appena uscito, felpatissimo. Dietro di sé una scia odorosa di bagnolatte sciacquato con la foia della doccia dell’ultimo minuto. Perché, micia lo sa bene, il suo Romeo ha voluto ritardare il più a lungo possibile il momento dell’addio, tanto è stata intensa la loro notte di amanti acciambellati sul suo letto duro di marciapiede.
Appena risuona il silenzio nell’intimità ricomposta della casa, la gattina si alza scattante, eccitatissima all’idea della violazione dei suoi spazi privilegiati. Non ha voluto interferire, lo ha lasciato muoversi liberamente per non spezzare la magia del sentirlo anima rigenerante del suo castello infestato dai rimpianti. Scatta verso la poltrona, attratta dalla ciotola, come dopo un lungo digiuno. La camicia di lui sembra languire pigra, con un polsino sbottonato, pencolante quasi a toccare il pavimento. La contempla lungo ogni singola cucitura, come una reliquia, e sorride instupidita, pregustando l’abuso del bambino l’attimo prima di affondare le mani nella marmellata. La accarezza senza toccarla mentre un brivido sottile lungo il collo le fa rizzare il pelo. L’afferra con entrambe le mani e se la preme forte contro il naso e la bocca, nella speranza di poterla sentire farsi corpo dentro di sé. Se la stringe al petto e torna a riaddormentarsi, esausta. Quando si risveglia, questa volta con maggior fatica, si ritrova sola.
Non si è mai sentita così sola come in quel momento.
Il cimelio è ancora tra le sue mani, può odorarlo tanto da farsi uscire il sangue dal naso. Può scolarsi all’infinito, fino ad ubriacarsi, l’immagine di lui sopra di lei, le sue mani tra i capelli, il suo piacere dentro, dentro fin nelle viscere. Poi con uno scatto ansioso si gira verso l’orologio e senza guardarlo sente il silenzio frastornante del telefono, muto, accanto al letto.
Tre ore che se ne è andato e non si è ancora degnato di una telefonata.
Tira fuori una gruccia dall’armadio. La veste con la camicia, indugiando su ogni bottone, cercando di rimanere aggrappata al flusso dei ricordi. Ogni asola violata dal dito è una stilettata alla pancia, un fermo immagine incollato come carta da parati alle curve occipitali. Ripone l’ostia consacrata mentre sente il corpo smembrarsi di colpo e la lingua ricoprirsi di pelle di pesca . Si sente donna nuda di se stessa, della sua carne collassatosi nel reticolo delle fibre. Lampi di estasi la strattonano da una parte all’altra del suo guscio incrinato mentre tenta di dar inizio a quella indecifrabile giornata, così stretta al cuore e alle labbra; così lontana dalle strade battute dall’usura del tempo.
Vuole ingannarla la verità, gettarla nella pattumiera, come un fiore appassito. Non vuol vedere quel bullone che non s’incastra e che potrebbe far crollare l’impalcatura di schianto. Vuol camminare voluttuosamente lungo l’orlo del vuoto, ballerina sospesa sulla scogliera, convinta di potersi arrampicare fino al cielo con la sola forza della disperazione.
Certo che quel figlio di un telefono potrebbe squillare.
Sono le undici e Anna vuole già riempire lo spazio tra di loro con un rigurgito di parole; o anche solo con quel suo mugugno di bambina capricciosa che le riesce così bene. Vorrebbe scrivergli un messaggio e consegnarlo al vento, sicura che questo seguirebbe le sue precise coordinate di cecchino innamorato. Ma Anna non osa. Lui è in ufficio affaccendato nei suoi ritmi, incollato al telefono.
Ma non per lei. Non ha tempo ora. Non può permettersi il lusso di chiamarla.
Forse non lo avrà nemmeno in pausa pranzo se qualche cliente lo costringerà ad una forchettata di lavoro. Un pensiero che la sfiora appena, come un’ ombra nera. Ma poi si ravvede e torna alla loro meravigliosa notte. La prima che lui le regala da quando si conoscono. Prova tangibile del suo amore, non c’è dubbio. E non c’è dubbio che anche lui è impaziente di rubarsi ai suoi affari per tornare da lei; anche solo con un ciao-tesoro-tutto-bene.
Ci vuol così poco per appagare i bisogni di un cane randagio.
Anna non s’azzarda ad uscire di casa, non può rischiare di mancare l’appuntamento con la telefonata. Si aggira per le stanze con finta premura, rassettando e spolverando. Ma lo straccio della polvere si perde dietro un termosifone e la biancheria sporca riposa abbandonata sulla poltrona del salotto. Nella cucina apre gli sportelli e tira fuori pentole e tegami. Sente ancora in bocca il gusto degli scampi di ieri. Il pesce più buono mai mangiato in sua vita. Grazie a lui Anna ha sconfitto la sua cronica inappetenza, ha riscoperto il piacere della sazietà. Si ripromette di rimpolpare quelle quattro ossa scarnificate nelle prossime settimane. Ed ora decide di riscoprirsi massaia puntuale.
Perché forse già da domani lui potrebbe fare una telefonata al volo e tornare di corsa da lei, scoparla per due ore e poi chiederle un piatto veloce prima di tornare alle sue incombenze.
Monda le patate, le taglia a dadini; lava le cipolle e le sminuzza sul tagliere commuovendosi. Fracassa le uova nella ciotola, elimina i pezzi di guscio e poi amalgama i sapori e gli odori aggiustandoli di sale e pepe. Un’ultima spolverata di pangrattato, come le ha insegnato mamma, e inforna un polpettone un po’ stecchito ma lodevole negli intenti.
Mezz’ora dopo, mentre si ustiona il palato con il suo parto culinario cerca refrigerio nelle immagini della televisione. Le notizie del TG la distraggono per qualche minuto dalla trance. Ma poi, il ricordo della carne goduta le dà un nuovo scossone. Le pupille si fissano come occhi di cieco su un punto buio, lasciandosi ammaliare dalla piena degli altri sensi.
All’una e un quarto però, il film già visto così tante volte in una sola mattina, inizia a incrinarsi sotto il gelo del disincanto, sempre più tangibile e minaccioso. Perché il telefono è muto ormai da ore e l’immagine palpitante dei loro corpi in cinemascope inizia a ingiallirsi nella loro trita cornice d’amanti.
Non ricorda quando ha iniziato ad amarlo. E perché. Quando si sono incontrati sul molo battuto dalla burrasca lei si fumava la sua sigaretta di donna temprata dalla sofferenza, che non chiedeva e non voleva più dare rispetto a nessuno. Gli uomini l’avevano delusa troppe volte per poterci ricascare, per volersi gettare a lisca nell’ennesima storia. Sbagliata. Storia impossibile. Di quelle che si mangiano a colazione col cappuccino. Una chiacchiera da bar tra uomini tronfi del loro successo inguinale. Un cicaleccio tra amiche bastonate dallo stesso bastone che si consolano a vicenda. Al loro terzo incontro gli occhi da bacherozzo innamorato sembrava averli lui. La cercava continuamente – allora sì che squillavano i telefoni!- le faceva regalini di ragazzotto stupido d’amore. E quando lo aveva detto a Rosy, Anna ostentava totale disaffezione a quell’ennesimo incipit da irresponsabili, al loro sesso gratuito consumato su una macchina sudata, a quell’uomo sottratto il tempo di un orgasmo, al suo dovere coniugale. Rosy glielo aveva detto di lasciar perdere. “Tra i due sarai solo tu a rimetterci”. Una frase che ora bussa dannatamente alla sua tempia, ma che, allora, era stata schiacciata come una mosca insolente. Dopotutto anche Rosy aveva avuto la sua storia extraconiugale da ammucchiare sotto il tappeto. E ora che s’è sposata cavalca la sua legge universale-necessaria in modo così radicato che nemmeno Kant avrebbe saputo far meglio.
Facile parlare quando si viene imboccati ogni giorno da un telefono amico.
Anna il pane quotidiano se lo deve sudare goccia a goccia, nella speranza di racimolare il suo mucchietto di briciole e camparci dignitosamente. E quella camicia appesa nell’armadio è la garanzia di aver aggiunto un tassello di continuità alla sua sopravvivenza. Perché lui chiamerà di lì a poco. E se non dovesse riuscire a chiamare dall’ufficio, questa sera si ricorderà sicuramente di spedirle un messaggio di buonanotte dal cellulare. Ma se, a fine giornata, per qualche sciagurata complicazione, non dovesse farsi vivo, lei ha l’arma in pugno. Ha il suo bottino di guerra da esibire. Da lavare e stirare. Pronta per la consegna. La prova tangibile che esiste anche lei e che potrà far valere le sue ragioni nel nome di quel pezzo bianco.
Quel fottuto brandello d’anima a cui aggrappare le ipocrisie del suo vaneggiare.
Alle tre Anna esce di casa per le sue lezioni di piano. Il Conservatorio è nella zona bene di Genova, tra i filari degli oleandri e gli scorci di mare che s’infilano in mezzo ai palazzi signorili. Oggi ci va a piedi. L’autobus stipato di puzza d’uomo la inquieta e poi ha un urgenza indiavolata di sincronizzare il passo al ritmo del suo respiro ansioso. Nella tasca dei jeans c’è un cellulare in modalità silenziosa. Lo terrà lì, incollato alla coscia tutto il pomeriggio.
Se dovesse vibrare sarebbe un segnale inequivocabile d’amore e lei lo coglierebbe in un baleno.
Durante le lezioni fissa lo sguardo sulle dita degli allievi arrovellarsi sulla tastiera. Li odia quei marmocchi insolenti pieni di ambizioni.
Non sanno, poveri illusi, che si schianteranno al suolo al primo bacio di Giuda.
Alle quattro del pomeriggio la frustrazione raggiunge il livello soglia. La sua coscienza presenta, infida, il conto del passato. Le chiede che ci sta a fare dietro ad una cattedra ad impostare metronomi invece di calcare i seggiolini dei teatri in abito lungo. Era stata un talento precoce, i suoi maestri l’avevano indirizzata alla carriera concertistica, i suoi genitori già si erano visti ricoperti d’onori nei salotti bene dei loro amici. Ma lei soffriva le platee, le facevano sudare le ascelle e i palmi delle mani. Ricorda il concerto al Carlo Felice, quello dei diplomati più meritevoli a termine del percorso accademico. Ricorda che alla fine del concerto gli aloni sotto le ascelle si erano allargati come due enormi chiazze d’olio in mare aperto. Una vergogna, anche se nessuno se ne era accorto. Ed era fuggita tra gli applausi scusandosi come se non potesse più trattenere la pipì.
Ora, a quindici anni di distanza, si sente una vinta; il pianoforte a coda giace come un cetaceo spiaggiato nel salone della casa di campagna. Che fine ha fatto il blasonato genio pianistico? Castrato dalle forbici della sua esacerbata bulimia.
Fa fatica a rimanere seduta, c’è puzza di chiuso e la fronte inizia a pesarle sugli occhi. Sta per perdere il controllo di se stessa. Succede raramente ma quando arriva la piena non la può trattenere. S’alza di scatto, facendo interrompere il viavai di scale della ragazzina al piano. Che sembra guardarla con sufficienza mentre esce dalla sala borbottando una scusa. Fuori c’è un po’ d’aria ad attenderla e una boccata di sigaretta che le penetra dentro come un dolore secco.
Il limite, alle sei e dieci, è stato superato. Lo sa che non può decidere lei quando farsi viva, che non può violare la privacy dell’uomo infedele con la ventiquattrore gonfia d’appuntamenti. Ma a questo punto se ne fotte. Il cellulare è un ferro bollente, la mano suda come a quel concerto.
Ci vorrebbe borotalco, per tamponare tutto, per tappare le narici; affogare di morte dolce e sprofondare nell’amnesia totale.
Un fruscio dietro ad un cespuglio interrompe il flusso dei suoi pensieri; osserva un gatto impigrito che le sfila davanti ostentando una calma irritante. Vorrebbe tirargli il collo a quella bestia dagli occhi di ghiaccio. Poi un sussulto. In mano una vibrazione improvvisa. Sul display un soprannome pronunciato tra i gemiti dell’amplesso, la notte scorsa. E’ il destino a chiamarli all’appuntamento, in quel luogo preciso, secondo coordinate universali ben calibrate. Non c’è dubbio che siano fatti l’uno per l’altra. Quante volte glielo ha ripetuto, scherzando a denti stretti. E ora lui non potrà negare l’evidenza di quel tempismo mistico.
Anna risponde cercando nelle corde vocali un “ciao tesoro” che non tradisca le palpitazioni da attesa spasmodica; che annulli lo spazio del tempo e li ricongiunga con naturalezza in quel discorso sospeso poche ore prima.
Ma le gambe le si fanno gelatina quando dall’altro capo, un’inequivocabile voce femminile ferma l’aria e la sprofonda in uno sgomento senza parole.

Barbara Rossi

Io sottoscritta Rossi Barbara dichiaro che il racconto che ha come titolo “Il gusto amaro del mattino” è frutto del mio ingegno.

martedì 25 ottobre 2011

Concorso "4 Pagine in Vacanza" ecco il secondo classificato


I RICORDI DEL CREPUSCOLO

Siracusa 368 a. c.
Dopo averlo scorso distrattamente, buttò con insofferenza il rotolo di pergamena in un angolo dello scrittoio e dopo un lungo, stanco, sospiro, si alzò dallo scranno e cominciò a girare per la stanza
misurandola a lunghi e lenti passi quindi, indossò il mantello ed uscì.
- Aristarco - disse rivolto ad una delle due guardie di piantone - fa chiamare il segretario e quando sarà qui digli che deve leggere il messaggio della lega italiota. Domani alle prime luci lo voglio a rapporto per sapere se è tutto in regola!
-Sarà fatto come ordini Egemone!- rispose il soldato attivandosi immediatamente dopo aver salutato il proprio comandante.
Questi si diresse subito verso l' uscita della fortezza al piano inferiore, congedando la guardia
personale che lo attendeva nel corridoio e scomparendo inghiottito dall' androne delle scale.
Una volta fuori, il contatto con la brezza marina e i raggi del sole calante sul viso lo ristorarono, e dopo aver respirato l' aria salmastra a pieni polmoni tirò sù il cappuccio del mantello e si avviò
verso il porto grande.
Nonostante ci sarebbe stata luce ancora per poco, la laguna brulicava ancora di marinai, facchini, commercianti, schiavi, impegnati nello scarico e nel trasporto delle merci verso le botteghe o i
magazzini.
L' economia della città non era mai stata così florida grazie ai commerci con le colonie fondate su entrambe le sponde dell' Adriatico, sul quale esercitava quindi una forma del tutto esplicita di
talassocrazia, e la ricchezza generata da questa condizione andava ad alimentare la poderosa
struttura bellica che altro non era se non il cuore dell'egemonia politica della pòlis sulle colonie e sull' Italia.
Dopo pochi passi, scorse sul molo più a nord, quello riservato alle navi che consegnavano le merci per lo Stato o per i suoi funzionari più eminenti, la sagoma esile ma fiera del suo primo consigliere.
Avvicinandosi lo sentì che inveiva contro il pingue e servile mercante, probabilmente ionio, con cui discuteva, salvo riprendere in un attimo il contegno da uomo di stato e di lettere qual' era. Decise di fermarsi nei pressi ad osservare la scena.
-E dunque, con quelle due anfore di vino di Lesbo che encomiabilmente mi doni, considero ripagata la pessima qualità della tua ultima consegna, fai buon viaggio Ascalafo!
- Scaricatele e portatele a casa mia!- disse rivolto a quattro operai di fiducia che aveva con sé.
Il povero mercante, divenuto una maschera di incredulità, fece per protestare, ma gli uscì solo uno squittio senza speranze, che non lambì nemmeno il suo interlocutore, che se ne era già andato.
L' uomo col cappuccio calato si mosse - Buon Filisto. Allora è vero che in ogni filosofo, in qualche modo, si cela un mercante!
- Per Apollo, Dionisio che fai a spasso per il porto da solo, e al tramonto per giunta!
L' uomo era spiazzato, e quando il duce congedò anche le sue guardie pensò di avere le
allucinazioni.
- Vieni, fratello, questa non è un' ora da passarsi con le guardie, non oggi, vieni sediamo!
Quel comportamento allarmava Filisto, ma ancora prima lo incuriosiva. Capì, però, che fare
domande non sarebbe servito, e una volta seduti su uno dei sedili marmorei del molo, rimasero a guardare il mare in silenzio per un poco, poi Dionisio parlò.
- Ahh, per Zeus, se avessi saputo che quest' anno elafebolione sarebbe stato così caldo non avrei perso tempo partecipando all' agone tragico ad Atene, avrei attaccato Cartagine!
- Non hai tutti i torti, ma dedicarti a qualcosa di diverso da guerra e politica potrebbe giovarti - disse Filisto.
Il padrone di Siracusa pareva non averlo nemmeno sentito, e dopo una lunga, immobile pausa buttò indietro il cappuccio, liberando i capelli che nonostante l'età, ormai oltre i sessant' anni, erano
ancora neri, eccetto le zone grigie sulle tempie.
- Sai che giorno è oggi Filisto? - domandò, fissandolo improvvisamente con quello sguardo di ferro che ormai da molti anni piegava invariabilmente le volontà di coloro che lo incrociavano compresa quella del primo consigliere che, inquietato, non articolò verbo.
- Oggi è il compleanno di Arete!
- Ma Dionisio, tua figlia...
- No fratello. Non mia figlia. Mia moglie!
L' amico udendo quel nome riemergere dagli abissi di quella che sembrava essere ormai un' altra vita, fu sul punto di farsi travolgere dall' emozione. Era un ricordo che credeva cancellato per
sempre dalla mente del suo signore, che da moltissimi anni non nominava quella fanciulla dal
destino così disgraziato.
- Sì, capisco il tuo stupore amico mio - riprese Dionisio - ma tu che mi conosci fin da quando
eravamo ragazzi dovresti sapere che ho una parola sola, e a lei avevo consacrato me stesso. La morte non cambia certe cose. Nemmeno una morte come la sua. Quei bastardi vigliacchi dopo aver inferto ogni ingiuria possibile al suo corpo e al suo onore non ebbero neanche la pietà di ucciderla. La abbandonarono, costringendola a farlo da sola!
Filisto, al pensiero del fardello che l' amico portava da tanto tempo si sentì oppresso ma trovò
finalmente la forza di dire con un filo di voce:
- Tutto questo hai covato in te, nonostante nei lunghi anni le tue due mogli ti abbiano dato amore ed eredi! Credevo che dare quel nome alla tua unica figlia fosse più un omaggio al tuo vecchio
comandate e idolo Ermocrate, padre di Arete, che un perpetuare quell' amore!
Dionisio seguì per un momento la danza dei gabbiani sullo specchio d' acqua.
- L' amore è un demone, filosofo. Ti seduce mostrandosi con un profilo di bellezza irresistibile, mentre il profilo che non vedi trama per te dolore e rovina. Le mie mogli, anche nel fulgore dei loro anni migliori, non sono state che un pallido simulacro di Arete. Nella mia vita ho affrontato
moltitudini di nemici, espugnato, costruito e raso al suolo città, evaquato o deportato intere
popolazioni. Ho concepito strumenti di morte impensabili ed ho bonificato immensi territori, ho reso la nostra Siracusa la pòlis più potente del mondo greco e, se gli Dei mi sosterranno, annienterò il barbaro al di là del mare che tante sciagure ci ha inferto. Ma nessuna di queste cose mi ha fatto dimenticare il profumo della sua pelle o il colore dei suoi occhi, la mia bocca non ha mai più provato nulla di paragonabile al sapore dei suoi baci. E mai nessuna cosa che ho visto ha dilaniato il mio senno come il suo corpo freddo.
Filisto si sentiva vuoto, un fantoccio di carne, osservava l'amico con esterrefatta fissità, e questi lo guardò a sua volta, ma ora con lo sguardo di chi chiede comprensione per il proprio dolore sepolto.
- Già fratello, tutto ciò che ho fatto l' ho fatto perché non potevo fermarmi, non potevo lasciare che
qualcuno mi togliesse di mezzo, ero costretto a diventare sempre più forte per non morire. Non per brama di potere, no, ma semplicemente perché quando morirò di Arete non rimarrà traccia in questo mondo, visto che io sono l' unico che ne conserva il ricordo. Tu non l'hai conosciuta, e tutti gli altri presenti allora non sono più ormai da molti anni. E so che non resta molto nemmeno a me, sento già l' oscura volontà delle parche tendere il mio filo.
Il letterato era completamente muto, a cercare di farsi una ragione di ciò che aveva sentito in quel giorno così diverso dagli altri, quando Dionisio si alzò in piedi.
Il vecchio tiranno respirò profondamente osservando il mare, poi si volse improvvisamente
puntellando di nuovo Filisto al sedile con l' unico sguardo di cui il mondo lo credeva capace.
- Ti saluto amico e ti ordino di scordare questo crepuscolo. Hai visto un Dionisio morto da molto tempo e quel Dionisio non serve più, ora esiste solo il tiranno! Domani parto per Atene, ci vedremo al mio ritorno. Addio - Si tirò il cappuccio in testa e s'incamminò verso la fortezza dell' Ortigia.
Mentre il sole, bassissimo sull' orizzonte, infuocava cielo e mare, Filisto, aveva così tanti pensieri in mente da non riuscire a focalizzarne nessuno, e la sola cosa che riuscì a fare fu seguire l' amico con lo sguardo, mentre se ne andava trascinando la sua lunghissima ombra.
Sei giorni dopo, durante un assolato mattino di quella stagione insolitamente già così calda, stava attendendo alla stesura della sua opera storica nello studio da cui dominava il porto Lakkios.
Fu interrotto dall'arrivo di un corriere che gli portava la notizia della morte di Dionisio, avvenuta la sera stessa della sua vittoria nell' agone tragico ad Atene, subito dopo i festeggiamenti.
Non appena fu solo, Filisto pianse, pianse amaramente, come non credeva che potesse più essergli possibile alla sua età e dopo la vita, piena di ogni sorta di emozioni, che aveva vissuto.
Pianse affranto per il suo duce e amico, col quale aveva condiviso il sogno di una vita.
Ma soprattutto pianse per Arete, sconvolto dalla consapevolezza che, ormai, anche l' ultimo ricordo di lei si era dissolto. Colei che per oltre quarant' anni, gelosamente celata a chiunque, era stata l' ultima vestigia di umanità di un uomo sanguinario che aveva soppresso ogni emozione fino a non provarne forse nemmeno più, aveva cessato di essere.
Quando il tumulto dei sentimenti in lui si affievolì, si fece mescere da un servo un bicchiere di vino nella proporzione che si addiceva a un greco e brindò, solo, al ricordo degli antichi amanti.
Allora capì che la storia era l' unica speranza contro quell'iniquità, l' unico modo in cui non tutto di loro, di lui, e di chiunque altro percorresse i sentieri di una vita mortale, andasse perduto.
Da uomo di stato avrebbe dovuto occuparsi della successione senza indugio, contattare i membri del consiglio di guerra per gestirne la sicurezza, ed istruire Dionisio il Giovane sul da farsi, prima che la madrepatria Corinto mettesse bocca negli affari di Siracusa approfittando del clima d' incertezza.
Ma non fece nessuna di quelle cose.
Tornò senza esitazione al suo scrittoio, ma invece di tentare di plasmare ciò che sarebbe stato, pensò di compiere un' opera molto più meritevole narrando ciò che fu.  

Luca Orlandi

Io Luca Orlandi dichiaro che il presente racconto intitolato “I RICORDI DEL CREPUSCOLO” è frutto del mio ingegno.